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I nostri titoli
ALIMENTAZIONE
Come impostare una corretta alimentazione
Diete a confronto. Zona/Mediterranea
Intolleranze alimentari: alimenti responsabili
Allergie alimentari e respiratorie. Cosa sono, come identificarle
Gli alimenti possono influenzare alcuni disturbi psicologici?
Gli alimenti possono influenzare alcuni disturbi psicologici ? (seconda parte: latte, grano e altro)
Intolleranze: il perchè evolutivo. Acidi Grassi Essenziali, Eicosanoidi, Intolleranze Alimentari
DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE
Disturbi del Comportamento Alimentare (generalità)
Disturbi del Comportamento Alimentare. Una società malata
A cosa sono dovuti i Disturbi del Comportamento Alimentare?
I fattori coinvolti nella genesi di un DCA
Cosa è davvero l'Anoressia Nervosa
Disturbo da Alimentazione Incontrollata o Binge Eating Disorder (criteri)
Cosa è davvero il Disturbo da Alimentazione Incontrollata
Cause individuali dell'obesità
Obesità. Di chi è bene diffidare
Test. Soffro di un disturbo del comportamento alimentare?
Cosa è il grasso e a cosa serve
Ma nell'uomo il grasso a cosa serve?
LO STRESS
Ragionare con la pancia: il S.N.E.
Cosa è davvero lo stress? (prima parte)
Cosa è davvero lo stress? (seconda parte)
Divorzio, separazione, delusioni amorose
Overtrainig, stress, disturbi psicofisiologici e del comportamento alimentare
Psiconeuroendocrino immunologia
Il Sistema Nervoso Autonomo (Simpatico e Parasimpatico)
DISTURBI D'ANSIA
Alcuni disturbi d'ansia secondo il DSM IV
Test: Come valutare il grado di ansia
LE EMOZIONI E LA LORO MANIFESTAZIONE
Emozioni. Teorie periferiche e centrali.
Basi neurologiche delle emozioni
Classificazione ed espressione delle emozioni
Espressioni facciali e gesti tipici
Le emozioni secondo la Bioenergetica
Le emozioni nella Medicina Tradizionale Cinese
LA SESSUALITA'
Il comportamento sessuale umano
Disturbi del desiderio sessuale
Disturbi dell'eccitazione sessuale
Disfunzioni sessuali: che fare?
UNA OPINIONE NON IN LINEA.
È possibile oggi in Psicologia pensarla in maniera divergente? E se sì, a cosa serve? (parte 1)
È possibile oggi in Psicologia pensarla in maniera divergente? E se sì, a cosa serve? (parte 2)
TECNICHE DI RILASSAMENTO E ANTISTRESS
INSULINA e GLUCAGONE
nella prossima pagina:
IL GIOCO DEGLI ORMONI
a cura del prof. Gabriele Buracchi Dietologo/Nutrizionista e Psicologo
Cosa succede quando mangiamo? Il nostro apparato digerente comincia a scindere i cibi in composti più semplici per poterli utilizzare. Fin qui niente di strano. Il problema è che gli alimenti non servono solo a fornire energia o aminoacidi o altre sostanze essenziali, ma modulano anche la produzione di molti ormoni.
I due più importanti (ma non certo i soli) sono L'INSULINA e il GLUCAGONE.
L'insulina, secreta dal pancreas, viaggia fino al fegato e ai muscoli per ridurre il livello di glucosio nel sangue e immagazzinarlo. Appena il livello di insulina sale, infatti, quello del glucosio scende e se il livello scende troppo, il cervello ne richiede dell'altro. Se non ne trova a sufficienza va fuori fase. Possiamo dire che si spaventa perchè si accorge che il suo combustibile comincia a scarseggiare.
L’ insufficienza di glucosio nel sangue dal punto di vista clinico si chiama ipoglicemia, stato che provoca affaticamento mentale. Ecco perché se si mangia un bel piatto di pastasciutta a pranzo, dopo poco, nel primo pomeriggio, si stenta a tenere gli occhi aperti. Lo stesso fenomeno accade tanto a un atleta che durante la gara abbia bevuto bevande energetiche ricche di carboidrati, quanto ai bambini dell'asilo dopo aver mangiato la merendina dolce. Si tratta in ogni caso di carboidrati veloci, cioè ad alto indice glicemico.
Ma il fegato contiene una riserva di glucosio, non grossissima ma comunque importante. Che cosa gli impedisce di usarla per rifornire il sangue di zucchero? E’ sempre l'insulina. Il piatto di pasta, la bevanda «energetica» ricca di carboidrati o la merendina, provocano una eccessiva risposta insulinica- viene cioè prodotta molta insulina- che impedisce il passaggio del glucosio al sangue per rifornire il cervello.
Ma normalmente gli ormoni lavorano a coppie antagoniste, chiamate «assi», in cui ognuno dei due ormoni produce effetti fisiologici potenti, ma opposti all’altro. Un vero e proprio gioco d’equilibrio. L’oppositore dell’Insulina è l'altro ormone pancreatico: il Glucagone.
Se, come abbiamo visto, l'insulina fa calare i livelli di glicemia, il glucacone li fa salire. L'equilibrio tra questi due elementi permette all'organismo di mantenere sotto stretto controllo il glucosio nel sangue, consentendo allo stesso tempo al cervello di lavorare al meglio. Naturalmente se questo meccanismo viene turbato, ne risulta uno squilibrio.
Tanto se si verifica un eccesso di insulina o quanto se c’è carenza di glucagone si produce ipoglicemia, stato che compromette la funzione cerebrale.
All’opposto si verifica insulinoresistenza. Anche se è presente l'insulina, il glucosio non cala poiché le cellule-bersaglio non reagiscono più. L'insulinoresistenza ha come conseguenza iperinsulinemia che a sua volta comporta accumulo di adipe e alla lunga porta a diabete e cardiopatie.
Per questo il cibo è molto più che la fonte di calorie o materie prime per l’organismo. E per questo a differenza di quello che molti pensano, un buono stato di salute non può basarsi sul conteggio delle calorie ma deve tenere in considerazione, come fenomeno principale, le complesse risposte ormonali che si scatenano ogni volta che mangiamo.
Con questa nuova prospettiva biologica è evidente che le diete dimagranti tradizionali sono sballate. Non solo non possono far calare di peso in modo permanente, ma tantomeno aiutare a prevenire o a curare malattie, né a vivere in una situazione di benessere.
Tutte le diete classiche trascurano un punto essenziale: il cibo è il farmaco più potente. Questo perchè il cibo è un sistema di controllo ormonale, anziché una semplice fonte di calorie. E questo è vero tutte le volte che mangiamo. Se gli equilibri alimentari in quel singolo pasto sono quelli giusti potremo avere a disposizione energie illimitate, costituite dalle riserve di grassi. Se sono sbagliati avremo a disposizione solo le poche calorie del momento.
Questo è vero perchè una persona normale possiede scorte di circa 100.000 chilocalorie sotto forma di grassi, dato che 1 chilo di grasso umano “contiene” ben 9000 chilocalorie.
Tanto per fare un esempio, prendendo come unità di misura un piatto di pasta da 1 etto, dose da ristorante, una persona media ha un vero e proprio “giacimento energetico” costituito da circa 285 piatti di pasta.
Ma, ironia della sorte, se il nostro pasto è costituito proprio da 1 etto di pasta, senza nulla di più, l’eccessivo livello di insulina prodotta ci impedirà di accedere ai 285 piatti di pasta che abbiamo di scorta sotto forma di grasso.
L'insulina infatti è l’ ormone dell' immagazzinamento. Estrae i carboidrati e gli amminoacidi in eccesso e li mette da parte nei tessuti adiposi. Ma è anche un ormone di immobilizzo dato che blocca il glicogeno nel fegato e nei muscoli, impedendo che possa venirne rilasciato.
L'Insulina, quindi, è un poco come quegli avari che mettono sempre tutto in cassaforte e non vogliono mai prendere nulla di quello che hanno accumulato per fare gli acquisti necessari.
Il glucagone, l’ antagonista, è l’ ormone di mobilizzazione. Il suo lavoro principale consiste nel liberare i carboidrati che sono stipati nel fegato sotto forma di glicogeno. Una volta liberato, il glicogeno entra in circolo nel sangue per mantenere la corretta glicemia, provvedendo a un adeguato funzionamento del cervello.
Il Glucacone, al contrario, è un poco come quei figli disinvolti, sempre pronti a spendere i soldi messi da parte dai genitori.
Il gioco d’equilibrio di questi due ormoni è essenziale per la sopravvivenza.
Quello che dobbiamo sempre ricordare, ogni volta che mangiamo, è che i carboidrati - tanto più sono ad alto indice glicemico (tipo pane, pasta, dolci, bibite) tanto più è vero - stimolano la secrezione di insulina. Le proteine quella di glucagone.
L’equilibrio quindi dipende da due fattori:
• la quantità di cibo (l'eccesso di calorie stimola in ogni caso l'insulina);
• il rapporto proteine/carboidrati di ogni pasto
Questo è il motivo di quanto prima detto: se si mangia una bella pastasciutta a pranzo, dopo qualche ora si fa fatica a tenere gli occhi aperti. Si è semplicemente creato l’equilibrio sbagliato. Il nostro piatto di pasta ci impedisce di accedere al deposito di 285 piatti.
L'eccesso di carboidrati assieme all'insufficienza di proteine ha fatto produrre un eccesso di insulina, che riduce gli zuccheri in circolo facendo così soffrire il cervello e provocando sonnolenza ma allo stesso tempo impedisce al sangue di rifornirsi di glicogeno dal fegato, svolgendo così funzione di blocco.
Siccome il cervello non può tollerare la carenza di glucosio, si entra in una situazione di nervosismo nonostante che il fegato sia pieno di glucosio - per non parlare dell’immenso giacimento di energia costituito dal grasso-.
Lo sbocco di questa situazione è semplice. Si sviluppa una fame selettiva di carboidrati, specialmente di quelli ad alto indice glicemico che fanno quindi salire la glicemia velocemente.
Rinizia il ciclo perverso, l’inferno dei carboidrati.
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