I FATTORI COINVOLTI NELLA GENESI DEI DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE

a cura del prof. Gabriele Buracchi Nutrizionista Psicologo

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Gli alimenti possono influenzare alcuni disturbi psicologici?

Gli alimenti possono influenzare alcuni disturbi psicologici ? (seconda parte: latte, grano e altro)

Gli alimenti possono influenzare alcuni disturbi psicologici ? (terza parte: carenze di vitamine e sali)

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I fattori coinvolti nella genesi di un DCA

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Cosa è davvero lo stress? (seconda parte)

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È possibile oggi in Psicologia pensarla in maniera divergente? E se sì, a cosa serve? (parte 2)

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Nel complesso, i fattori che possono influire sulla genesi di un DCA sono molteplici.

Tra questi ricordiamo :

FATTORI PREDISPONENTI

INDIVIDUALI

Personalità:
bisogno di dipendenza
conformismo
eccessiva scrupolosità e precisione
scarso controllo degli impulsi
tendenza alla rigidità e alla depressione
ambizione personale finalizzata all'approvazione da parte delle persone significative, ecc.
Problemi:
nello sviluppo dell'identità, separazione, conquista dell'autonomia, autostima (che dipende essenzialmente dal giudizio degli altri)
nella capacità di distinguere tra sensazioni ed emozioni 
risposte inappropriate ai propri bisogni (es. mangiare per calmare l'ansia)
Cognizioni disfunzionali:
pensiero dicotomico (es. bianco/nero, tutto/nulla)
astrazione selettiva (es. controllo = perfezione)
ipergeneralizzazione (es. olio = grasso = evitamento)
personalizzazione (interpretazione egocentrica di eventi e situazioni)
magnificazione (esaltazione dell'effetto delle proprie azioni,sovrastima dei possibili risultati)
catastrofizzazione (esagerazione delle possibili conseguenze negative in caso di inosservanza delle regole)
pensiero superstizioso
Problemi di tipo percettivo:
difficoltà a riconoscere i bisogni fisiologici (fame, sete e sazietà) e delle reali dimensioni del corpo, nonché insoddisfazione per l’ immagine corporea

FAMILIARI

Stile di attaccamento ambiguo e indefinito: percezione stabile di sé solo attraverso un rapporto invischiante con una figura di attaccamento.

Caratteristiche socio-economiche e demografiche (età, classe sociale, ecc.)
Familiarità per disturbi dell'alimentazione, disturbi affettivi e alcolismo in famiglia

Modalità di relazione genitori/figlio:
- viene ostacolata la separazione e l'acquisizione dell'autonomia e capacità di critica e della separazione
- ipercriticismo anche nei confronti del peso e dell'aspetto fisico
- incoraggiamenti diretti o indiretti alla dieta rigidità e moralismo
- elevate aspettative

SOCIOCULTURALI

Esaltazione della forma fisica e della magrezza come unici ideali da perseguire
Eccessiva valorizzazione delle performances individuali
Autostima come strettamente dipendente dalle caratteristiche fisiche dall’ accettazione sociale anche dal gruppo dei pari (teasing)

FATTORI SCATENANTI

Separazioni e lutti (morte di familiari, separazione dei genitori, allontanamenti temporanei dalla famiglia che possono causare una frantumazione del legame simbiotico
Nuove richieste dell'ambiente a cui non si riesce a far fronte (competitività in ambito scolastico, prime esperienze sessuali, ecc.)
Perdita dell'autostima:
-diretta (fallimenti scolastici, ecc.)
- indiretta (in questi soggetti l'autostima è strettamente dipendente dall' approvazione genitoriale)
Esperienze traumatiche, malattie fisiche, abusi sessuali, ecc.
Fattori di stress cronico

FATTORI DI MANTENIMENTO

Continuazione fattori scatenanti (es. teasing, ipercriticismo familiare)
Rinforzi positivi dell'ambiente all'iniziale dimagrimento (all'inizio del dimagrimento, specialmente se il soggetto era in lieve sovrappeso, è plausibile che riceva dei complimenti, che servono solo a rinforzare la convinzione che l'unico modo di essere apprezzati, e quindi di riconquistare l'autostima perduta, è quello di essere magri)
Vantaggi secondari (ad es., il dominio sulla vita familiare ed altri vantaggi che derivano dalla condizione di malattia, evitamento di responsabilità, ecc.)
Stabilizzazione delle dinamiche intrafamiliari (l'attenzione della famiglia si sposta prevalentemente sulla figlia ammalata, impedendo di fatto la risoluzione dei conflitti familiari)
Effetti del digiuno prolungato (disturbi cognitivi, disturbi del sonno, depressione, riduzione della vita sociale, ecc.)
Gravi distorsioni dell'immagine corporea (cui si aggiungono molti comportamenti patologici, come ad esempio l'evitamento di situazioni sociali)
Alterazioni a carico dell'apparato gastrointestinale (il ritardo nello svuotamento può alterare il senso di sazietà ed aumentare il senso di gonfiore
Ciclo abbuffata/vomito
Caratteristiche di personalità (ad esempio i tratti ossessivi)
Scarso funzionamento dell'Io (incapacità relazionali, incapacità di fronteggiare le situazioni, con ulteriore abbassamento autostima)
Fattori iatrogeni:
- disposizione di presidi terapeutici che si pongono solo sul versante organico, trascurando quello psicologico o, viceversa, difficoltà degli operatori a tollerare le frustrazioni, convinzioni disadattive degli operatori (ad es., "non vuole mangiare", "non vuole guarire") prescrizione diete.
- alimentazione forzata non sufficientemente discussa, uso di rinforzi negativi umilianti che diminuiscono la stima di sé.

Sia nell'Anoressia che nella Bulimia esiste il sottotipo Con Condotte di Eliminazione.

Si tratta normalmente del vomito autoindotto, ma anche dell'uso di lassativi e diuretici che dovrebbero evitare alla persona le conseguenze dell'abbuffata. Purtroppo questi comportamenti hanno tutti gravi conseguenze sulla salute. Tra i segni più evidenti del vomito autoindotto ricordiamo il segno di Russell (a dx), che si produce nella mano utilizzata per indurre il vomito, ed i danni ai denti (a sin), conseguenti all'emissione dei succhi gastrici ripetuta nel tempo. Probabilmente in molti casi, il vomito autoindotto può essere la sindrome vera e propria, nel senso che le persone affette da questo problema sono spinte a mangiare proprio per poter poi vomitare, piuttosto che a vomitare per eliminare l'eccesso calorico acquisito con l'abbuffata.

Consulenze  del prof. Gabriele Buracchi Nutrizionista e Psicologo Consulente EnerZona

FIRENZE presso ambulatorio Viale dei Mille 96.Tel 339 1244602

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FIGLINE VALDARNO (Firenze) presso ERBORISTERIA IL GIGARO via Magherini Graziani 29 tel 055 9154221 oppure 339 1244602

MONTEVARCHI (Arezzo) presso Labor. CLINICAL CHEMISTRY via Roma 181 tel 055982998

PRATO presso STUDI MEDICI V.le Montegrappa 24 tel 0574 575259 oppure 339 1244602

QUARRATA (Pistoia) presso Studi Medici Galeno Srl via Ronchi 17 tel 0573 1940210

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POGGIBONSI (Siena) presso CENTRO MEDICO DIAGNOSTICO VALDELSA P.le Industria 3 tel 0577 936055

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Spesso nei pazienti con DCA vi possono essere altri disturbi psichiatrici. In particolare è possibile la coesistenza di:
1. Disturbi dell'umore: depressione maggiore o distimia
2. Dipendenza o abuso di sostanze
3. Disturbi d'ansia
4. Disturbo ossessivo compulsivo
5. Disturbi dissociativi
6. Disturbi di personalità
7. Disturbi del controllo degli impulsi
8. Rischio di suicidio

Pur con le ovvie ed importanti differenze da persona a persona, si possono trovare tratti psicologici più frequenti quali: basso livello di autostima accompagnato spesso da un senso di disagio e di inadeguatezza; scarsa capacità di gestire le proprie emozioni in situazioni stressanti, in particolare l'ansia e la rabbia, ma anche gioia ed entusiasmo; tendenza eccessiva alla perfezione, con bassa tolleranza alle frustrazioni; scarso senso del controllo con conseguente alto livello di impulsività (nelle pazienti con comportamenti bulimici); attenzione rivolta prevalentemente verso il proprio mondo interiore, ma anche importante suscettibilità agli eventi esterni; senso di vuoto, noia, solitudine.

C'è una forte dipendenza dall'ambiente esterno e dal giudizio (vero o presunto) altrui, pensiero tipo tutto o nulla che si applica non solo al peso od alle vicende alimentari, ma più in generale ai vari aspetti della vita.

Questi tratti di personalità sono in grado di rendere queste persone così fragili e vulnerabili, tanto da sviluppare o aggravare il problema alimentare stesso. Spesso più grave è il disturbo più sono evidenti questi tratti, che, però, non devono essere ritenuti esclusivi delle pazienti con DCA.

E' lecito chiedersi perchè i disturbi del comportamento alimentare ed in particolar modo l'anoressia e la bulimia, si presentino in percentuale elevatissima in giovani donne.

La maggior parte degli psicologi sostiene l'ipotesi di un'origine, almeno parzialmente, sociale a causa dell'enfasi che la nostra cultura pone oggi sulla magrezza e sull'aspetto estetico, specialmente per quanto riguarda le giovani donne.

Un esperimento in vivo. Il caso delle Isole Fiji.

Forse non è mai bene generalizzare, ma la ricerca scientifica deve pur aiutarci a capire la realtà, altrimenti non servirebbe a nulla. Questa perlomeno è la mia opinione. L'American Psychiatric Association (APA) - quella che cura la redazione dei Manuali Diagnostici e Statistici dei disturbi psichiatrici, il DSM IV citato anche in questa pagina- ha effettuato uno studio su ciò che è successo nelle isole Fiji con l'arrivo della televisione. In sintesi:

La donna ideale delle Isole Fiji era di taglia notevolmente abbondante e una donna anche solo non abbondante o che tendeva a dimagrire era guardata con preoccupazione, come una malata. Non si conoscevano i Disturbi del Comportamento Alimentare.

Nel 1995 è arrivata la Televisione.

Secondo lo studio effetuato dall'APA, dopo tre anni tutto è cambiata nelle mitiche isole Fiji.

Le giovani che hanno cominciato a guardare la TV hanno anche incominciato improvvisamente a mettersi a dieta ma soprattutto c'è stata una impennata di vomito autoindotto che prima era inesistente e che adessa tocca l'11% di quella fetta di popolazione.

Si è anche visto che gli effetti della televisione sono dose-dipendenti, cioè le ragazze che guardano la televisione per 3 o più sere, sono per un 50% più propense a sentirsi "troppo grosse o grasse" di quelle che guardano la televisione meno di tre sere la settimana. Circa due terzi di quelle che guardano di più la televisione, avevano fatto una dieta nel mese precedente a quando era stata fatta l'indagine.

Perchè? Le ragazze apertamente citavano le caratteristiche femminili delle attrici di BeverlyHills 90210 e di Melrose Place come ispirazione per i cambiamenti corporei che desideravano realizzare.

I ricercatori hanno constato un aumento straordinario di disturbi del comportamento alimentare coincidente con l'arrivo della televisione. Mi astengo da qualsiasi commento. Chi volesse può cercare l'articolo intitolato:

Eating behaviours and attitudes following prolonged exposure to television among ethnic Fijian adolescent girls. Anne E.Becker, Rebecca A.Burwell,Sthephen E Gilman,David B.Herzog and Paul Hamburg. pubblicato su: British Journal of Psychiatry (2002), 180, 509-514

 

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