ESPRESSIONI FACCIALI

e

GESTI TIPICI

DELLE

EMOZIONI.

a cura del prof. Gabriele Buracchi Nutrizionista Psicologo

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Il viso, grazie alla presenza degli occhi e della bocca ed in particolare grazie alla presenza di una enorme quantità di muscoli dai movimenti estremamente raffinati, è senz’altro la parte del corpo deputata all’espressione delle emozioni.

Il viso è ciò che viene mostrato al mondo o ciò che si cerca di nascondere, come nel caso della vergogna, comunicando comunque qualcosa.  Il viso può essere usato anche per fingere, ma l’occhio esperto può essere in grado di individuare la simulazione da altri segni.  Se ad esempio si finge simpatia ed attenzione verso le cose che qualcuno ci dice mentre proviamo imbarazzo e fastidio, sul viso si svilupperà un ampio sorriso, ma i muscoli del collo ed altri muscoli del viso saranno   con ogni probabilità molto tesi e verrà a mancare la flessibilità e la duttilità dell’espressione al variare della conversazione, propria di chi invece ascolta e segue con vera partecipazione. 

Quando tensioni di questo tipo, invece che essere solo transitorie, si cronicizzano durando nel tempo, la struttura muscolare si modula di conseguenza, arrivando a costituire, secondo Reich (1942) e Lowen (1975,1977) una vera e propria corazza muscolare.
Secondo questi autori sarà possibile individuare, nella forma complessiva del volto e del corpo, le tensioni emotive che hanno strutturato una persona, dall’osservazione delle diverse tipologie di occhi, bocche, nasi, colli etc.

Questi segni dovranno naturalmente essere considerati solo indici di “attitudini” psicologiche e non certo elementi previsionali. E’ comunque vero che il nostro organismo non si modifica solo a seguito dell’età o dei traumi ma anche a seguito dell’influenza delle esperienze belle o brutte della vita.
E’ così probabile che la persona che vive in una costante situazione di tristezza e depressione acquisisca una espressione accigliata, con fronte corrugata occhi incavati e bocca serrata, mentre sarà più probabile trovare un volto disteso e sorridente in chi vive serenamente ed in modo positivo.

L’anatomia dei muscoli del viso, anche perché sono proprio questi i più facilmente osservabili , ci può aiutare a comprendere il senso dei movimenti che attraversano il volto. Il gruppo più consistente ed importante è quello dei muscoli mimici o pellicciai che reagiscono al minimo accenno d’emozione che attraversi l’organismo. Secondo Birdwhistle (1970) la faccia umana sarebbe capace di ben 250000 espressioni diverse, anche se solo meno di 100 insiemi di espressioni costituirebbero simboli distinti e significativi. Hooff (1971) ha rintracciato il sorriso ed il riso nelle espressioni facciali dei cercopitecidi e delle scimmie antropoidi, cosa che gli ha permesso di classificare questi comportamenti umani tra i nostri segnali più primitivi ed universali.

MUSCOLI PELLICCIAI O MIMICI.

La varietà di espressioni facciali dipende in larga misura dall’azione singola o più spesso combinata dei muscoli pellicciai o mimici. Questi muscoli della regione del collo e del viso esercitano anche varie funzioni come la prensione, la masticazione etc. La maggior parte servono però soprattutto all’espressione di sentimenti ed emozioni. L’alto grado di differenziazione che ha acquistato il sistema muscolare nella testa, sarebbe appunto in correlazione proprio con la funzione mimica che disimpegna. Per questo motivo verranno qui di seguito fornite delle brevi indicazioni sulla funzione mimica dei vari muscoli, adattate dal manuale di  Chiarugi e Bucciante (1969).

Muscolo del collo:

  • Platysma. Porta leggermente in basso la mandibola, determina uno stiramento in basso della commessura labiale in modo tale che i l labbro inferiore si allunga e si tende, scoprendo i denti. Forma pieghe trasversali nel collo rendendolo grosso e gonfio. Associandosi alla contrazione di altri muscoli cutanei facciali, aumenta l’espressività di questi nella collera, nello spavento, nel terrore, nella sofferenza.

Muscoli della bocca:
a) Muscoli del labbro inferiore.

  • Triangolare e sue dipendenze 1) risorius Santorini 2) trasverso del mento.

Tirano in basso la commessura della bocca, rendendo la linea delle labbra obliqua in basso ed in fuori; stira in basso il solco naso labiale che diviene rettilineo tranne che nella estremità inferiore, che abbraccia come un uncino la commessura. Se queste modifiche sono leggere indicano tristezza, se accentuate, disgusto. Il risorius in particolare tira indietro la commessura labiale e se i due lati vengono azionati assieme si allunga la rima labiale come nel riso forzato e minaccioso.

  • Quadrato del labbro inferiore (o quadrato. del mento). Tira in basso ed in fuori il labbro inferiore; con la contrazione dei muscoli dei due lati, il labbro si abbassa e si rovescia in avanti a doccia come quando succede di espellere bruscamente un alimento sgradevole dalla bocca . Con una contrazione meno energica, si ha l’espressione del disgusto.
  • Incisivo del labbro inferiore. Stira medialmente ed in avanti l’angolo della bocca, determinando la sporgenza in avanti del labbro. Contraendosi assieme al m. incisivo del labbro superiore, e con il m. orbicolare, concorre con quest’ultimo alla suzione, al bacio ed all’atto di” fare il muso”.

b) Muscoli del labbro superiore.

  • Zigomatico. Tira la commessura delle labbra in alto ed in fuori e questo porta all’allungamento dell’apertura della bocca che da rettilinea diviene arcuata con concavità superiore. Si sposta anche il solco naso labiale che descrive, nella parte inferiore una leggera curva concentrica alla commessura. La pelle delle guance si fa più sporgente e nell’angolo esterno dell’occhio si formano alcune rughe raggiate. Sono tutte modificazioni caratteristiche del riso franco e gioviale. Lo zigomatico è stato detto anche muscolo del riso.
  • Quadrato del labbro superiore. Formato da tre porzioni convergenti in basso che per alcuni A.A. sono muscoli indipendenti. La porzione zigomatica e sottorbitaria, contraendosi innalzano il labbro superiore innalzano il labbro superiore mentre la commessura rimane immobile.La linea delle labbra diviene obliqua lateralmente in basso ed in fuori. Il solco nasolabiale nel mezzo è sollevato ed il solco diviene curvilineo con concavità in dentro ed in basso. L’espressione è di tristezza e scontento, accompagnandosi al pianto.

La porzione angolare innalza il labbro superiore, l’ala del naso e dilata le narici come avviene nell’atto di fiutare. La linea delle labbra assume in modo anche più distinto l’obliquità in basso ed in fuori; il solco naso labiale è stirato in alto e reso rettilineo formando una specie di doccia che fa capo all’angolo interno dell’occhio ed è eventualmente percorsa dalle lacrime. Intensifica l’espressione prodotta dalle altre parti del muscolo. Si ha questa contrazione nel pianto a calde lacrime.

  • Canino. Tira in alto ed in dentro l’angolo della bocca, scoprendo il canino come avviene, assieme all’intervento di altri muscoli, in chi brontola, sogghigna, o ha una attitudine minacciosa.
  • Incisivo del labbro superiore.  Ha una azione simile a quella del m. incisivo del labbro inferiore.
c) Muscolo della guancia.
  • Buccinatore. La contrazione simultanea di questi due muscoli tira indietro la commessura delle labbra e le allunga. Questo muscolo non ha una particolare importanza nella mimica, atteggiando comunque al sorriso il labbro inferiore ed esprimendo piacere sensuale. Serve principalmente nel fischiare e nel suono di strumenti a fiato.

d) Muscolo dell’orifizio boccale.

  • Orbicolare della bocca. Grosso anello muscolare situato nelle labbra; arriva superiormente fino alla base del naso ed inferiormente fino al solco tra labbro e mento. E’ considerato come costituito da una zona esterna ed una interna. Concorre al succhiamento, alla prensione di alimenti, alla masticazione,all’articolazione di suoni etc, ma anche al bacio ed all’espressione di vari sentimenti. Contraendosi la porzione interna, si ha assottigliamento delle labbra che indica chiusura verso l’esterno.

Muscolo del mento:

  • Mentale. Innalza raggrinzandola la pelle del mento rendendo più profonda la fossetta di questo, quando presente. Solleva il labbro inferiore e lo incurva ad arco concavo in basso. Concorre ad esprimere dubbio, sdegno, disgusto.

Muscoli del naso:

  • Nasale. Restringe la narice ed abbassa l’ala del naso. La parte trasversa di questo m. contraendosi, determina nella pelle della faccia laterale del naso la formazione di pieghe longitudinali che, assieme all’azione di altri muscoli, sono espressive della sensualità.
  • Dilatatore delle narici. Porta in fuori l’ala del naso e dilata la narice, come nell’atto di fiutare e nelle ispirazioni profonde e difficili.

Muscoli delle palpebre:

  • Orbicolare dell’occhio. Contraendosi avvicina i margini liberi delle palpebre e chiude la rima palpebrale. Influisce in vario modo sul deflusso delle lacrime. Facendo leggermente scorrere le palpebre in direzione latero –mediale sul globo oculare e comprimendole contro di questo, avvia le lacrime verso l’angolo mediale dell’occhio. Dilatando il sacco lacrimale, fa esercitare da questo un’aspirazione sulle lacrime. Dilatando i punti lacrimali, tirandoli indietro ed immergendoli nel lago lacrimale, promuove la penetrazione delle lacrime nei condotti lacrimali. I cambiamenti indotti da questo muscolo hanno grande importanza mimica in molti stati d’animo. Contraendosi la metà inferiore della parte orbitaria si rialza la palpebra inferiore e si forma un solco tra essa e la guancia completando l’espressione del riso. Contraendosi la metà superiore il sopracciglio diviene rettilineo e si abbassa, contemporaneamente la pelle della fronte viene messa in tensione con la scomparsa delle rughe trasversali. Si tratta di modificazioni particolarmente caratteristiche della riflessione e della meditazione. La porzione laterale di questo muscolo è coinvolto anche nei sorrisi allegri e genuini.
  • Corrugatore del sopracciglio. Tira in dentro il sopracciglio determinando la formazione di pieghe longitudinali ai lati della radice del naso. La curva del sopracciglio si modifica, piegandosi ad uncino. Concorre con altri muscoli per esprimere concentrazione o in occasione di uno sforzo muscolare. Per la sua contrazione, la fisionomia acquista una espressione di sofferenza o di dolore tanto che è stato chiamato muscolo del dolore.

 
Muscoli del padiglione dell’orecchio:

  • Auricolare antero-superiore e Auricolare posteriore. In genere entrano in funzione assieme al frontale ed all’occipitale. Ed il padiglione viene tirato in alto ed un poco in avanti. Indica in genere cambiamenti dello stato emotivo, stupore.

Muscoli della volta del cranio:

  • Epicranico. Consta di due porzioni:occipitale e frontale, tra cui è tesa la galea aponevrotica. Il frontale fa trazione sul sopracciglio, sollevandolo e rendendolo più convesso. Determina la formazione di rughe trasversali concentriche alle rughe dei sopraccigli raccordate sulla linea mediana da piccole rughe a curvatura inversa. Esprime i vari gradi dell’attenzione tanto da essere stato chiamato muscolo dell’attenzione.
  • Procerus o piramidale. Tira in basso e mette in tensione la pelle della parte media della fronte, determinando la formazione di solchi trasversi nello spazio tra le sopracciglia.  Determina una espressione di durezza minacciosa e, associato ad altri muscoli, entra in azione nelle emozioni dolorose.

AZIONE COMBINATA DEI MUSCOLI PELLICCIAI.

Di solito i muscoli pellicciai non entrano in azione singolarmente, dato che la loro funzione espressiva è esercitata dall’azione combinata di più muscoli.
Nel sorriso interviene una contrazione moderata del complesso buccinatore-zigomatico-risorio. Se il sorriso si converte in riso, le commessure labiali sono sollevate più fortemente per l’intensa contrazione dei mm. zigomatici, che danno allora al solco naso-labiale una forma ad S caratteristica.

Nel riso è pure tipico l’increspamento delle palpebre e la comparsa di rughe radiali nelle sue commessure esterne, per la contrazione dell’orbicolare delle palpebre. Sempre nel riso aumenta l’apertura degli orifizi nasali, mentre si eleva l’ala del naso per la contrazione dell’elevatore comune dell’ala del naso e del labbro superiore.

Nella tristezza è caratteristica la contrazione del triangolare delle labbra e del corrugatore del sopracciglio; dall’azione del primo si produce una forma concava in basso della rima buccale, uno spostamento in basso delle commessure e la trasformazione del solco naso-labiale in un segmento diritto superiore ed un altro concavo inferiore, che accoglie la commessura labiale. Il corrugatore rende obliquo il sopracciglio e produce rughe verticali nella zona fra i sopraccigli.

Nel pianto si accentuano queste azioni, si increspa l’apertura palpebrale e l’ala del naso discende per la contrazione del depressore della stessa.
I muscoli incisivi contribuiscono con il loro tono a mantenere la simmetria della bocca durante il riso od il pianto, essendo peraltro possibile un’asimmetria della medesima durante queste circostanze, per una differenza nel tono o nella contrazione degli incisivi medesimi.

Oltre ai muscoli pellicciai veri e propri , hanno una discreta importanza nel determinare l’espressione del viso anche i muscoli oculari, deputati ai movimenti dell’occhio, ed i muscoli che elevano la mandibola come i m. temporali, gli pterigoidei interni ed i masseteri. La contrazione di questi muscoli, normalmente implicati nella masticazione, determina un aspetto del complesso mascella-mandibola, proprio della rabbia repressa e dell’ostinazione. Deve infine essere presa in considerazione anche l’azione dei muscoli sopra e sotto joidei che, agendo sull’osso joide, modificano la posizione della laringe dando luogo ad una deglutizione involontaria, come può accadere nel pianto represso.
In generale, parlando della mimica facciale e dei movimenti connessi, si suddivide il viso in tre zone.


regione frontale, che comprende fronte e sopracciglia,

regione mediana con gli occhi, il naso e le guance,

regione della bocca e del mento.

La prima zona è attraversata da pieghe orizzontali e verticali e dai movimenti delle sopracciglia. Le pieghe orizzontali della fronte indicano in generale che qualcosa ha attratto l’attenzione della persona, anche se può trattarsi di emozioni molto diverse, che vanno dalla sorpresa, alla meraviglia, allo spavento, all’ansia, alla perplessità.
Le pieghe verticali della regione frontale rivelano invece che l’attenzione è concentrata su qualcosa. Anche in questo caso le sfumature emotive possono essere molte; si va dalla concentrazione in un’attività difficoltosa, al malumore, all’irritazione fino alla collera. I movimenti delle sopracciglia infine, almeno i più rilevanti, si dividono in:

  • movimento dell’attenzione (alzare le sopracciglia in segno di stupore);
  • movimento della tristezza e del dolore (chiusura dell’occhio e abbassamento del sopracciglio);
  • movimento della disperazione (sollevamento delle estremità interne delle sopracciglia);
  • movimento dell’aggrottamento (pressione sulla muscolatura degli occhi e comparsa di rughe sulla fronte).

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pell

Schema della muscolatura cutanea della faccia; a dx traiettoria dei fasci muscolari, a sin. inserzioni sullo scheletro di molti di essi.

1, m. procerus; 2, m. frontale; 3, m. corrugatore del sopracciglio; 4, 4’, m. orbicolare dell’occhio; 5, parte trasversa del m. nasale; 6. capo angolare del m. quadrato del labbro superiore; 7, capo orbitario del m. quadrato del labbro superiore; 8, parte alare del m. nasale; 9,m. zigomatico; 10, capo zigomatico del m. quadrato del labbro superiore; 11, 11’, m. orbicolare della bocca l’indicazione 11 corrisponde altresi ai fascetti mediali del m. incisivo del labbro superiore, quella 11’ anche ai fascetti mediali del m. incisivo del labbro inferiore; 12, m. risorius; 13, m. triangolare; 14, m. quadrato del labbro inferiore; 15, m. mentale.

a,m.corrugatore del sopracciglio; b, m. procerus; c, porzione più mediale del m. orbicolare delle palpebre; d, m.lacrimale; e, m. angolare del quadrato del labbro superiore; f, porzione sottorbitaria del medesimo muscolo; g, capo zigomatico dello stesso muscolo; h, m. zigomatico; i , capo alare ed i’, capo trasverso del m. nasale; j, m. canino; k, m. buccinatore; l, m. incisivo del labbro superiore; m, m. incisivo del labbro inferiore; n, m. mentale; o, m. quadrato del labbro inferiore; p, m. platisma; q, m. quadrato del labbro inferiore.

esp2
8
6
esp1
es3
4
pellicciai 2
7
99

Muscoli pellicciai ed alcuni scheletrici della testa.


1, Galea aponevrotica; 2, m. orbicolare dell’occhio; 3, m. auricolare anteriore; 4, m. auricolare superiore; 5, m. occipitale; 6, m. auricolare posteriore; 7, porzione zigomatica del m. qua­drato del labbro superiore; 8, m. semispinale della testa; 9, m. zigomatico; 10, m. sterno-cleidomastoideo; 11, m.. splenio della testa; 12, m. trapezio; 13,m. massetere; 14, m. risorius; 15, m. buccinatore; 16, m. platisma; 17,m. triangolare; 18, m. quadrato del labbro inferiore; 19, m. mentale; 20, m. orbicolare della bocca; 21, m. canino; 22, capo sottorbitario del m. quadrato del labbro superiore; 23, porzione angolare del m. quadrato del labbro superiore; 24, parte alare del m. nasale; 25, ligamento palpebrale mediale; 26, m. procerus; 27, m. corrugatore del sopracciglio; 28,m. frontale.

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