COSA E' DAVVERO IL DISTURBO DA ALIMENTAZIONE INCONTROLLATA
a cura del prof. Gabriele Buracchi
Il Disturbo da alimentazione incontrollata si distingue dall'anoressia per la mancanza di decremento ponderale e dei sintomi associati e dalla bulimia per la mancanza di condotte di eliminazione. Questo disturbo appare oggi ben più diffuso di anoressia e bulimia. E' collegato a compromissione del funzionamento lavorativo e sociale, a depressione, ad abuso di sostanze ed a preoccupazione per le forme del corpo. E ' più frequente nelle donne che negli uomini ed è spessissimo associato ad obesità ed alla sindrome dell'oscillazione del peso.
N.B. Il fatto che a questo disturbo abbiamo dedicato meno spazio che ad anoressia e bulimia non deve trarre in inganno. Oggi, infatti, il Disturbo da Alimentazione Incontrollata (D.A.I.) è molto più diffuso di anoressia e bulimia messe assieme. Molte delle cose dette per questi due disturbi sono vere anche per il D.A.I.. Dobbiamo notare come questo disturbo costituisca la premessa dell'obesità (specifichiamo che non tutti gli obesi soffrono di un D.A.I., ma che chi soffre di un D.A.I. rischia seriamente l'obesità.)
Proprio per questo motivo e per i danni conseguenti all'obesità, nonchè per le gravi alterazioni psicologiche e per le menomazioni sociali cui va incontro una persona affetta da questo disturbo, valgono allo stesso modo tutte le cose dette per gli altri 2 disturbi, sia da un punto di vista preventivo che terapeutico.
Ma come ci si rende conto di un disturbo da alimentazione incontrollata?
Spesso la persona interessata mangia continuamente, in molti casi di nascosto dalle persone care e lo fa con una foga incontenibile, non riuscendo a trattenersi :
..."avevo fatto la spesa ed avevo comprato due etti di prosciutto per il marito ed il figlio che tornavano a pranzo. Decisi di assaggiare il prosciutto e, quando cominciai, non riuscii a trattenermi e lo finii tutto. Quando mio marito e mio figlio tornarono, non c'era più nulla da mangiare"...
..." volevo mangiare un poco di gelato e così ho avviato un barattolo da 1 kg. Poi non so come, nonostante volessi fermarmi, lo ho finito tutto. Adesso mi faccio schifo"..
Inutile dire che la strada per l'obesità è molto breve. Ma all' obesità si associano fenomeni di autosvalutazzione, disprezzo per se stessi, vergogna, senso di incapacità generalizzato ed umiliazione che spesso sconfinano nella depressione con le conseguenze, a volte tragiche, di questa.
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