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a cura del prof.Gabriele Buracchi Nutrizionista Psicologo

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Non è certo un caso se negli anni '60 due ricercatori, Holmes e Rahe, nel mettere a punto una scala che permettesse di valutare il livello medio di stress indotto dai vari eventi che accadono nella vita di ognuno di noi, decisero di dare all'evento matrimonio un punteggio pari a 500 e stabilirono che nessun evento, per quanto stressante, potesse avere un valore superiore al doppio. In base a questo criterio, il divorzio ha un valore pari a 730 mentre la separazione dalla persona amata ha un punteggio pari a 650.

Si tratta di valori di stress molto elevati, se si considera che il punteggio pari a 1000 è attribuito alla morte del coniuge. Naturalmente questi punteggi hanno un valore puramente indicativo, dato che si basano su rilevazioni statistiche; balza comunque agli occhi che separazioni dalla persona amata incidono profondamente sulla nostra psiche.

Spesso il lasciare o l'essere lasciati dalla persona amata, comporta molte conseguenze pratiche come ad esempio il cambiamento della residenza (200 punti), la modifica delle abitudini personali (240 punti), il cambiamento nelle condizioni di vita (250 punti) e magari anche modifiche nella condizione finanziaria (380 punti). Logicamente tutte queste occasioni di stress si sommano tra di loro, rendendo la situazione a volte intollerabile. Come abbiamo detto parlando dello stress, quando le possibilità di recupero dallo stress si riducono, insorge la possibilità di andare incontro ai cosiddetti disturbi psicofisiologici della salute.

Dagli studi di Holmes e Rahe è nata la Social Readjustment Rating Scale, che possiamo tradurre come scala indicatrice del riadattamento sociale. I punteggi ottenuti da questa scala vengono sommati dando luogo alla "unità di stima del cambiamento di vita " (LCU). Questo LCU è stato messo in relazione con varie condizioni mediche, quali attacchi cardiaci, fratture ossee, insorgenza di leucemie, ma anche più semplicemente con influenze e raffreddori. Se questo rapporto è molto interessnte ed utile, non è tuttavia corretto stabilire un rapporto di causa ed effetto tra un determinato evento e l'insorgere di una certa malattia. E' infatti possibile che la malattia stessa costituisca un fattore di stress.

E' comunque certo, a partire dagli studi di H. Selye, che l'accumulo di eventi stressanti (stressors) e soprattutto il loro protarsi nel tempo, porta a modifiche ormonali strettamente connesse con l'attività del Sistema Nervoso Autonomo e dell'asse Ipotalamo-Ipofisi-Corticosurrene.

COME AFFRONTARE LA SEPARAZIONE

Ogni separazione, divorzio, delusione d’amore,  fa storia a sé per quanto riguarda i particolari, anche se i problemi di fondo sono simili. Dì solito, le persone che si separano, in particolare se sono convissute a lungo, sposate o meno, attraversano tre distinti periodi: il periodo della "sopravvivenza", durante il quale vivono alla giornata facendo i conti con lo shock della separazione e la rabbia; a questo segue il periodo della ''convalescenza", in cui subentra l’analisi di  sé stessi e si fanno progetti. C’è infine il periodo della "ricostruzione" nel quale si impegnano a rifarsi una vita.

La sopravvivenza.

Di solito, dopo la separazione, i due membri della coppia sono agitati da emozioni violente. Chi è stato abbandonato è furibondo; chi ha abbandonato si sente in colpa e proprio per non sentirsi così tende a scaricare colpe sull’altro.

Durante questo periodo, che in certi casi potremmo definire di "follia", i due partner possono arrivare anche a scambiarsi insulti sanguinosi e magari  sfogano il loro risentimento raccontando  a tutti che “razza” di persona indegna sia l'ex partner. A coloro che stanno passando attraverso questa fase, consigliamo di tener presenti le seguenti regole.

Sfogate in privato la nostra ostilità. Dar sfogo alla rab­bia ha un importante effetto terapeutico, anche se non è opportuno farlo in pubblico, dato che si rischia di mettere in imbarazzo chi ci ascolta. Probabilmente ci si ritroverebbe ben presto anche a pentirci di aver messo in piazza i nostri problemi personali.

Non  rimuginare di continuo su chi è il colpevole. Ripensando con obiettività a quanto è accaduto, si deve riconoscere, di solito, che la responsabilità per il fallimento del rapporto affettivo, matrimonio o convivenza che sia, va divisa fra entrambi i partner, anche se non necessariamente in parti uguali. Questo atteggiamento servirà a rendere meno pesanti il carico d'amarezze e i sensi di colpa. Inoltre, riuscirà più facile imparare dagli errori e prepararsi a vivere giorni più felici.

• Non lasciarsi vincere dall'amara sensazione di avergli (o averle) dato i migliori anni della vostra vita e tutto per niente. Quando vi siete messi assieme, avete scelto per il meglio e molto probabilmente avete anche trascorsi periodi belli e felici, che valeva la pena vivere. Altri ne seguiranno, da soli o con un’altra persona, se guardiamo all’oggi ed al futuro, senza andare avanti guardando indietro.

Non gettarsi subito tra le braccia di un’altra persona. Solitamente le persone  sono molto vulnerabili subito dopo la rottura. Per ritrovare la fiducia in se stessi,  spesso ci si imbarca in brevi avventure che solitamente lasciano un senso di vuoto e aprono la porta ad ulteriori delusioni.

Non usare i figli come armi contro l’altro. I figli non sono responsabili delle vostre delusioni affettive. Purtroppo capita spesso nella separazione che i genitori o uno dei due utilizzino i figli come un'arma contro l'altro genitore. Questa è sempre una premessa per gravi sofferenze e danni psicologici per i figli.

Scegliete l'avvocato adatto. Non affidatevi a un avvocato aggressivo e non chiedetegli di presentare richieste irragionevoli all'ex marito o ex moglie per vendicarvi. Un avvocato troppo rigido e ostile contribuirà soltanto a far aumentare l'acredine. Usando un po' di moderazione e di buon senso e trattando direttamente, si possono sistemare molte questioni.

La convalescenza.

Dopo l'iniziale periodo di "follia" e di rabbia vi sentirete tristi, chiusi in voi stessi e non vorrete vedere nessuno. È il momento di leccarsi le ferite, riesaminare l'accaduto e fare progetti per affrontare i molti problemi connessi con la vostra nuova situazione. Poi, mentre siete occupati a fare progetti e a metterli in atto, come per miracolo vi sentirete meno depressi e comincerete, a poco a poco, a guarire.

Ecco qualche consiglio per affrontare con serenità questo processo.

Cercate di stabilire un rapporto maturo con i figli. Non siate iperprotettivi con loro e non soffocateli con il troppo amore per compensarli della mancanza in casa del padre o della madre. Non inculcate nei figli il vostro odio per il genitore assente: non fareste che acuire il dolore e il conflitto di cui già soffrono. Fate in modo che i vostri bambini stiano spesso con un adulto del sesso opposto: nonni, cugini, zii. E’ sconsigliabile lasciare che si stabilisca uno stretto rapporto tra i vostri figli e ogni uomo o donna con cui avete una relazione, il partner del momento sarà fin troppo gentile con i vostri figli per rendersi più gradito ai vostri occhi, ma scomparirà dalla loro vita non appena la relazione sarà finita. Di conseguenza, i bambini avranno la sensazione d'essere stati traditi da un adulto ancora una volta.

Valutate realisticamente le vostre possibilità economiche. Il coniuge più  debole non deve pensare che l’altro possa permettersi di pagare una grossa somma per gli alimenti: solo pochissimi possono farlo.

Guardate con occhi nuovi amici ed interessi personali. In molti matrimoni e comunque in molte unioni, i rapporti con lo altre persone dipendono spesso dai contatti di lavoro di uno dei coniugi. Quando la relazione si interrompe, molti amici di famiglia scompaiono. Dedicate un po' di tempo a riallacciare vecchie amicizie e a trovarne di nuove. Non state sulla difensiva, non mostratevi amareggiati: è un atteggiamento che tiene lontana la gente. 

La ricostruzione.

Da quanto abbiamo potuto osservare, occorrono in media da 1 a 2 anni perchè la persona separata ricominci a vivere come persona indipendente. Circa quattro donne divorziate su dieci presentano un generale miglioramento: per esempio, dimagriscono, si vestono con più eleganza, si creano nuovi interessi.
Nell' uomo, questo miglioramento è meno diffuso. Certi uomini, inebriati dalla libertà cui non erano più abituati, possono esplorare la vita con un piacere infantili. Alcuni dedicano tutte le loro energie  al lavoro, facendo una carriera più brillante di quando erano sposati. Ecco qualche suggerimento.

Non abbiate fretta di risposarvi o comunque di ritrovare un partner stabile.  E’ naturale cercare un nuovo partner, ma fate passare un certo periodo di tempo, per mettere una giusta distanza tra voi e le impressioni distorte e il trauma che seguono la rottura del rapporto precedente.

Siate prudenti nei rapporti con  l'ex coniuge. Il coniuge separato o divorziato può proporvi di tornare insieme. Dovete essere convinti che lui o lei  vuole vivere con voi per motivi giusti. Se avete deciso di mangiare insieme, incontratevi in un locale non molto intimo e stabilite un limite massimo di tempo di un'ora e un quarto, e non andate a letto con l'ex coniuge. Fare l'amore per motivi sbagliati può portare a decisioni disastrose.

Usate buon senso nella vita sessuale. Se vi imbarcate in una relazione, tenete gli occhi aperti. Evitate legami durevoli finchè non vi siete completamente ripresi dal recente divorzio. Come partner temporaneo, scegliete una persona che possa darvi compagnia e comprensione.
Se avete figli, non potete tenere nascosta a lungo la vostra vita sentimentale. I maschi di solito sono gelosi dell'amante della madre, e le femmine lo sono dell'amante del padre: entrambi possono risentirsi della presenza di un estraneo in famiglia. Non fate passare la notte in camera vostra al partner a meno che non si tratti di una relazione seria.

Non abbiate fretta di risposarvi o comunque di ritrovare un partner stabile.  E’ naturale cercare un nuovo partner, ma fate passare un certo periodo di tempo, per mettere una giusta distanza tra voi e le impressioni distorte e il trauma che seguono la rottura del rapporto precedente.

Come accade a molti divorziati, separati o comunque a tutti coloro che hanno visto naufragare il loro rapporto affettivo, può darsi che restiate soli per un poco di tempo o per scelta o per necessità. Ricordate che questa eventualità non è più la vergogna o la tragedia di un tempo. E non bisogna nemmeno essere pessimisti per l'alta percentuale dei divorzi. Le persone divorziate finiscono quasi sempre per risposarsi o comunque per ritrovare un partner stabile. E, molte volte, per la loro accresciuta esperienza, la maggior parte di esse riesce a esser felice, rafforzando così la loro nuova unione.

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Overtraining, stress, disturbi psicofisiologici e del comportamento alimentare

Anche l’ironia può avere effetti positivi sulla salute. Se volete fare un tuffo nell’ironia, a volte divertente a volte amara, scoprirete un personaggio e un libro straordinari:  il romanzo della scrittrice Oriana Guarino. Una carrellata di divertenti figure di uomini descritti con ironia da una single alla disperata ricerca de : “L’ UOMO PER ME”.

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Blog di Oriana

A me è piaciuto moltissimo.

oriana guarino