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COSA E' DAVVERO

LO STRESS ?

(seconda parte)

a cura del prof. Gabriele Buracchi Nutrizionista Psicologo

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DISTURBI DA STRESS

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Il romanzo che ti insegna a difenderti dal racket delle diete

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Occhio alle merendine

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Gli alimenti possono influenzare alcuni disturbi psicologici?

Gli alimenti possono influenzare alcuni disturbi psicologici ? (seconda parte: latte, grano e altro)

Gli alimenti possono influenzare alcuni disturbi psicologici ? (terza parte: carenze di vitamine e sali)

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È possibile oggi in Psicologia pensarla in maniera divergente? E se sì, a cosa serve? (parte 1)

È possibile oggi in Psicologia pensarla in maniera divergente? E se sì, a cosa serve? (parte 2)

TECNICHE DI RILASSAMENTO E ANTISTRESS

Shiatsu

Craniosacrale

Se adrenalina e noradrenalina sono gli ormoni che entrano in azione nei momenti iniziali dello stress acuto (uno spavento, una cattiva notizia, un imprevisto che ci fa arrabbiare), c'è un altro ormone che interviene in tempi appena un poco più lunghi.

Si tratta del cortisolo, prodotto anche esso dalle ghiandole surrenali, anche se dalla loro parte corticale e non dalla midollare come avviene per i due ormoni citati precedentemente. Il cortisolo è un glucocorticoide, ovvero un ormone che influisce profondamente sul metabolismo del glucosio, nel senso che lo rende disponibile alla produzione di energia, aumentando il flusso del sangue e stimolando risposte comportamentali, probabilmente per influenza sul S.N.C.

Attraverso un meccanismo che vede coinvolti ipotalamo ed iposisi, riduce la secrezione di ormoni steroidei sessuali. La conseguenza è che, nella donna si rileva facilmente una amenorrea, cioè una assenza del ciclo mestruale) da stress e nell'uomo si ha riduzione nel numero e nella vitalità degli spermatozoi.

Ma al di là delle spiegazioni fisiologiche, quali sono le più comuni cause di una risposta da stress?. Questa domanda ha molte risposte, non sempre facilmente sintetizzabili; per questo cercheremo qui di indicarne alcune, pur senza avere la pretesa di esaurire l'argomento.

  • Accumulo di stressors (ovvero di eventi stressanti) in periodi di tempo ristretti, prima cioè che la persona sia stata capace di riadattarsi ai cambiamenti richiesti dagli eventi. Questo può essere il caso di persone che in breve tempo vanno incontro a lutti, separazioni, perdita del lavoro, ma anche di persone continuamente prese da incalzanti impegni di lavoro, dissapori familiari ed altro. Se questo è facilmente comprensibile, è altrettanto vero che gli eventi stressanti possono essere anche solo immaginari, come avviene frequentemente alle persone ansiose che vivono costantemente con la percezione di pericoli, inesistenti a giudizio degli altri, ma per loro assolutamenti veri e concreti che, quindi, agiscono su di loro esattamente come gli stressors "autentici". E' da tenere presente che gli stressors non sono necessariamente eventi negativi. Uno stressor può essere rappresentato anche dal matrimonio, con tutta la serie di impegni e cambiamenti che questo importante evento comporta nella vita di una persona.
  • Ridotta efficacia della reazione da stress, per iporeattività emozionale di fronte a stimoli stressanti di varia natura. E' il caso di persone che per loro caratteristiche individuali hanno difficoltà a reagire agli stimoli ed alle situazioni nuove che ogni giorno si presentano nella vita di tutti noi. Per alcuni sarà così un evento stressante anche dover cambiare casa e quindi abitudini o, molto più semplicemente non ritrovare gli alimenti cui si è abituati se si va a vivere in un paese straniero. E' chiaro che in questi casi è estremamente importante l'adattabilità individuale ma anche la maggiore o minore curiosità verso il nuovo.
  • Stress emozionale cronico per impossibilità di allontanare o controllare lo stimolo stressante o per impossibilità di scaricare le proprie emozioni. E' il caso di persone che si trovano nell'impossibilità (vera o presunta) di modificare una situazione difficile o di allontanare un pericolo (vero o presunto). Giuoca un ruolo importante anche la possibilità di scaricare le nostre emozioni, come ad esempio la rabbia. Spesso la razionalità ci impedisce di dire cosa realmente pensiamo (magari al capufficio o ad altra persona importante). Questo fa accumulare un senso di frustrazione o una rabbia sorda e repressa che agirà nel tempo come un fattore di stress. Situazioni di questo tipo sono ben più frequenti in persone timide, incapaci di far valere anche i loro più semplici punti di vista.

Logicamente questi fattori possono essere variamente combinati ed associati tra loro, per indurre modificazioni fisiologiche che prima o poi porteranno a veri e propri disturbi da stress. E' però necessario sottolineare come lo stress è una inevitabile conseguenza della vita, tanto che Selye diceva ; "senza lo stress non ci sarebbe la vita".

Tuttavia come il distress (lo stress cattivo) può causare le malattie, appare probabile che esitano degli stress “buoni” (eustress) che promuovono il benessere. Lo stress non è quindi necessariamente dannoso. Vincere una gara o superare un esame può essere stressante come perdere o essere bocciati, ma può innescare risposte biologiche molto diverse. Un aumento dello stress può avere come risultato un aumento della produttività, ma fino ad un certo punto.

Questo “certo punto” varia per ognun di noi. E’ infatti noto che tra livello di attivazione e prestazione esiste una relazione ad U rovesciato. Questo è noto come legge di Yerkes-Dodson

yerkes

La legge di Yerkes Dodson -1908-(a sinistra) evidenzia come all'aumentare del livello di impegno, aumenta anche il rendimento. Esiste però un punto in cui ad ogni ulteriore aumento dell'impegno corrisponde un peggioramento ed una diminuzione del rendimento.

La prima parte della curva può essre considerato eustress, ovvero stress buono, mentre la seconda parte è da considerare distress, ovvero stress cattivo.

Questa seconda parte della curva è proprio quella che finisce con l'avere delle pericolose ricadute sul piano della salute. Quali sono i fattori che possono portarci ad andare al di là delle nostre possibilità, mettendo a rischio la nostra salute?

Indubbiamente esistono eventi, nella vita di ognuno, che sfuggono alla nostra possibilità di controllo. In molti casi però, come abbiamo detto, l'influenza degli eventi esterni (gli stressors) dipende in grande parte dalla nostra struttura di personalità. Interessante a questo proposità è il cosiddetto Comportamento di tipo A .

IL COMPORTAMENTO DI TIPO A

Fu descritto per la prima volta negli anni '60-70 da due cardiologi statunitensi. E' illuminante l'aneddotto alla base della loro scoperta. Sembra infatti che la segretaria dello studio medico si fosse accorta, osservando le poltroncine della sala d'attesa dell'ambulatorio dei due medici, come queste fossero consumate solo nella parte anteriore della seduta, come se i pazienti dei due cardiologi fossero in realtà degli "impazienti", sempre pronti allo scatto e quindi incapaci di rilassarsi anche quando si trovavano in uno studio medico. Altre caratteristiche dei pazienti dei due medici erano anche la precisione e la puntualità e, più in generale erano caratterizzate da un più generale "bisogno di tempo".

Questi studi sono naturalmente continuati e si sono estesi ed è divenuto evidente come, se a queste caratteristiche se ne aggiungono altre come l'ostilità, l'isolamento sociale, l'acuta competitività ed un elevato livello di intensità emotiva che a volte rasenta la rabbia, unitamente all'incapacità a rilassarsi, si trova una incidenza di infarto ed altre malattie cadiache perlomeno doppia del normale.

Gli studi degli ultimi 10 anni hanno evidenziato come la rabbia repressa sia un importante indice di alto rischio per disturbi cardiaci. Le ricerche hanno ulteriormente evidenziato come le persone ostili, arrabbiate ed incapaci di gestire queste emozioni, vanno incontro a reazioni fisiologiche da stress particolarmente intense e di vario tipo, come cefalea tensiva, disturbi gastrointestinali, ischemia miocardica. Da vari studi è emerso come l'ostilità sia il miglior indice predittivo della coronaropatia. L'ostilità è anche correlata con una maggior reattività della pressione arteriosa ai fattori di stress, con livelli più alti di colesterolo e con una maggior attivazione delle piastrine, fattore che svolge un ruolo primario nella formazione di coaguli.

In sintesi possiamo dire che, anche se tendiamo a pensare allo stress come ad un fenomeno causato fondamentalmente da eventi esterni, in realtà gli eventi esterni non sono di per sé dannosi.

E’ piuttosto il modo in cui noi li interpretiamo e reagiamo ad essi che li rende stressanti. Le persone differiscono enormemente tra loro in tipo di eventi che vengono considerati stressanti e nel modo in cui reagiscono ad essi. Solo per fare un esempio, parlare in pubblico può essere molto stressante per alcuni e molto piacevole e gratificante per altri.

Sintomi dello stress.(l'importanza di ascoltarsi)
Esistono molti segnali e sintomi che ci possono avvertire che stiamo vivendo un momento stressante. Questi possono essere fatti ricadere in 4 categorie: sensazioni, pensieri, comportamenti e fisiologia. Quando si è sotto stress possiamo avvertire uno o più dei seguenti segnali:

Sensazioni.

sentirsi ansiosi
sentirsi spaventati
sentirsi irritabili
sentirsi di malumore

Pensieri

bassa autostima
paura di sbagliare
difficoltà a concentrarsi
facilità ad essere imbarazzati
preoccupazioni per il futuro
preoccupazioni per le cose da fare
facilità a dimenticare cose ed impegni

Comportamenti

balbettii ed altre difficoltà di linguaggio
piangere senza ragioni apparenti
agire impulsivamente
sorprendersi facilmente
ridere ad alta voce e tono di voce nervoso
fumare di più
maggior uso di farmaci, droghe ed alcool
facilità ad andare incontro ad incidenti
perdita dell’appetito o alimentazione eccessiva

Fisiologia

sudorazione/mani umide
accelerazione battito cardiaco
tremori
tic nervosi
bocca e gola secche
facile affaticabilità
minzione frequente
problemi del sonno
diarrea/ indigestione/ vomito
crampi allo stomaco
cefalee
tensione premestruale
dolore al collo ed alla schiena
perdita di appetito o eccessi alimentari
facilità ad ammalarsi

Sia gli eventi positivi che quelli negativi possono essere causa di stress, anche se sono proprio i grandi cambiamenti nella vita di ognuno di noi che, solitamente, sono le situazioni più determinanti per la maggior parte delle persone, dato che è in queste situazioni che avviene la maggior richiesta di risorse fisiche e psicologiche.

Principali cambiamenti della vita che possono essere causa di stress:

mobilità geografica
trasferimento ad un’altra scuola
matrimonio
gravidanza
cambio di lavoro
divorzio
morte di una persona cara
licenziamento

Fattori ambientali che possono essere stressanti

urgenza di tempo
competizione
problemi finanziari
rumore/confusione
delusioni

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