CLASSIFICAZIONE

ed

ESPRESSIONE

delle

EMOZIONI.

a cura del prof. Gabriele Buracchi Nutrizionista Psicologo

Vuoi lasciare un commento? gabriele buracchi

nella prossima pagina:

ESPRESSIONI FACCIALI E GESTI TIPICI DELLE EMOZIONI

Il primo ad occuparsi in maniera scientifica dell’espressione delle emozioni è Darwin (1872), che inquadra la comprensione del comportamento umano nella storia evolutiva della nostra specie.
Per Darwin e successivamente per etologi come Eibl-Eibesfeldt o per Wilson, padre della Sociobiologia, le espressioni delle emozioni, almeno delle emozioni principali o “semplici”, sono innate o, in altre parole, i segni delle emozioni sono il prodotto della nostra evoluzione e pertanto parte della nostra biologia.

Per quanto riguarda l’uomo, Darwin incentra la sua attenzione soprattutto sulle espressioni facciali, determinate dall’azione dei muscoli del volto. Proseguendo l’impostazione di Darwin, soprattutto gli studiosi di impostazione evoluzionistica come Ekman e Friesen, (1971) e quelli di impostazione etologica come Eibl-Eibesfeldt (1979), hanno approfondito gli studi sull’espressione delle emozioni attraverso il viso. Grazie ai dati raccolti attraverso un particolare metodo, il Facial Action Coding System (FACS) o Sistema di codificazione delle unità di Azione Facciale, Ekman e Friesen hanno individuato 40 diverse unità d’azione facciale capaci di dar luogo a modifiche ben identificabili del volto e che, da sole o in associazione, sono in grado di coprire tutte le possibili espressioni del volto.

Combinando i dati raccolti con il FACS con le emozioni realmente provate dalle persone e con l’attribuzione di emozioni da parte di osservatori esterni (metodologia quest’ultima adottata per la prima volta da Darwin)si è giunti o ad individuare le espressioni facciali delle 6 emozioni ritenute fondamentali, illustrate nella figura sottostante.

Basandosi sul riconoscimento delle espressioni facciali prototipiche, questi studiosi sono giunti alle conclusioni di un carattere universale e innato di queste espressioni.

Consulenze  del prof. Gabriele Buracchi Nutrizionista e Psicologo Consulente EnerZona

FIRENZE presso ambulatorio Viale dei Mille 96.Tel 339 1244602

REGGELLO (Firenze) presso CENTRO MEDICO via Mentana 14 tel 055 868308 oppure 339 1244602

FIGLINE VALDARNO (Firenze) presso ERBORISTERIA IL GIGARO via Magherini Graziani 29 tel 055 9154221 oppure 339 1244602

MONTEVARCHI (Arezzo) presso Labor. CLINICAL CHEMISTRY via Roma 181 tel 055982998

PRATO presso STUDI MEDICI V.le Montegrappa 24 tel 0574 575259 oppure 339 1244602

QUARRATA (Pistoia) presso Studi Medici Galeno Srl via Ronchi 17 tel 0573 1940210

S.CROCE SULL'ARNO (Pisa) presso CENTRO SALUS tel 0571 34484 oppure per informazioni 339 1244602

POGGIBONSI (Siena) presso CENTRO MEDICO DIAGNOSTICO VALDELSA P.le Industria 3 tel 0577 936055

SIENA presso Parafarmacia Massetana. Strada Massetana Romana 54 (lato tangenziale) tel 0577 532052

In Maremma siamo a:

GROSSETO

Studio medico "SALUTE PIU' " V.le Europa 31 tel 0564 451894

Centro Riabilitativo "PEGASO" Via Birmania 72 tel 0564 457903

PAGANICO (Grosseto) presso Ambulatorio Medico Corso Fagarè 48 tel 0564 905619 oppure 3391244602

FOLLONICA (Grosseto) presso Istituto Fisiokinesiterapico Follonichese Via Bicocchi 1/E (ex-cartiera)tel 0566 263298

In Umbria siamo a:

ORVIETO c/o Natura Naturans Studio di Medicina Naturale strada del Lapone 6 tel.0763343537

Per informazioni e appuntamenti

339 1244602

oppure scrivere a info@psicos.org

Siti collegati

a PSICOS

La dieta ZONA

Da lunedì mi metto a dieta!

Magri e Sani

Magri e Sani (2)

Intolleranze alimentari e dietoterapia

Cosa sono i disturbi del comportamento alimentare

Ansia, fobie, ossessioni, attacchi di panico, stress

Blog di Gabriele Buracchi

Centro Medico Polifunzionale

I LIBRI DEL dr. Buracchi sono disponibili in tutte le librerie o possono anche essere ordinati online con uno sconto del 30% da Braccialieditore

dieta

Da Lunedì mi metto a dieta

Il ROMANZO NUTRIZIONALE

Storie vere di diete, ansia e attacchi di panico

Il romanzo che ti insegna a difenderti dal racket delle diete

Contiene un test che ti aiuta a capire se il tuo rapporto con il cibo e il tuo corpo è equilibrato

dietologo

Occhio alle merendine

IL LIBRO PER CHI VUOLE DIFENDERSI DAL CIBO SPAZZATURA MERENDINE, BIBITE, FAST FOOD

Contiene un CD calcolatore che vi permetterà di conoscere gli effetti dei prodotti industriali sul vostro organismo

Lo schifezzometro e il panciometro

disponibile anche la versione per vegetariani

alimentazione,dimagrimento,fitness

 

I nostri titoli

HOME PAGE

ALIMENTAZIONE

Corretta alimentazione

Come impostare una corretta alimentazione

Diete a confronto Zona/Mediterranea

In forma con la dieta Zona

Cosa è l'Indice Glicemico?

Insulina e Glucagone

A tavola non si invecchia?

Intolleranze alimentari

Intolleranze alimentari:   alimenti responsabili

Allergie alimentari e respiratorie. Cosa sono, come identificarle

Gli alimenti possono influenzare alcuni disturbi psicologici?

Gli alimenti possono influenzare alcuni disturbi psicologici ? (seconda parte: latte, grano e altro)

Gli alimenti possono influenzare alcuni disturbi psicologici ? (terza parte: carenze di vitamine e sali)

Intolleranze: il perchè evolutivo. Acidi Grassi Essenziali, Eicosanoidi, Intolleranze Alimentari

Psicobiologia

Aspetto meccanico

Teoria del termostato

Proprietà incentivanti

DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE

Disturbi del Comportamento Alimentare (generalità)

Disturbi del Comportamento Alimentare. Una società malata

A cosa sono dovuti i Disturbi del Comportamento Alimentare?

I fattori coinvolti nella genesi di un DCA

Anoressia (criteri)

Cosa è davvero l'Anoressia Nervosa

Le conseguenze dell'Anoressia

L'Anoressia nella Storia

Bulimia (criteri)

Cosa è davvero la Bulimia

Disturbo da Alimentazione Incontrollata o Binge Eating Disorder (criteri)

Cosa è davvero il Disturbo da Alimentazione Incontrollata

Obesità'

Cause sociali dell'obesità

Cause individuali dell'obesità

Obesità. Di chi è bene diffidare

Obesità. Che fare

Test. Soffro di un disturbo del comportamento alimentare?

Valutazioni Antropometriche

Fabbisogni energetici

Cosa è il grasso e a cosa serve

Ma nell'uomo il grasso a cosa serve?

LO STRESS

Ragionare con la pancia: il S.N.E.

Cosa è davvero lo stress? (prima parte)

Cosa è davvero lo stress? (seconda parte)

Disturbi da stress.

Stress, che fare?

Divorzio, separazione, delusioni amorose

Overtrainig, stress, disturbi psicofisiologici e del comportamento alimentare

Psiconeuroendocrino immunologia

Il Sistema Nervoso Autonomo (Simpatico e Parasimpatico)

DISTURBI D'ANSIA

Ansia

Alcuni disturbi d'ansia secondo il DSM IV

Test: Come valutare il grado di ansia

Ansia. Che fare?

Training Autogeno

LE EMOZIONI E LA LORO MANIFESTAZIONE

Emozioni. Teorie periferiche e centrali.

Basi neurologiche delle emozioni

Classificazione ed espressione delle emozioni

Espressioni facciali e gesti tipici

Emozioni vere e simulate

Le emozioni secondo la Bioenergetica

Le emozioni nella Medicina Tradizionale Cinese

LA SESSUALITA'

Il comportamento sessuale umano

Disfunzioni sessuali

Disturbi del desiderio sessuale

Disturbi dell'eccitazione sessuale

Disturbi dell'orgasmo

Disturbi da dolore sessuale

Disfunzioni sessuali: che fare?

UNA OPINIONE NON IN LINEA.

È possibile oggi in Psicologia pensarla in maniera divergente? E se sì, a cosa serve? (parte 1)

È possibile oggi in Psicologia pensarla in maniera divergente? E se sì, a cosa serve? (parte 2)

TECNICHE DI RILASSAMENTO E ANTISTRESS

Shiatsu

Craniosacrale

esp

Ekman ha aggiunto molte conferme alle osservazioni ed alle ipotesi di Darwin sul fatto che l’espressione facciale almeno delle 6 emozioni di base utilizzi un repertorio innato ed universale, specie-specifico, facendo valutare a degli indigeni di una tribù isolata della Nuova Guinea le espressioni facciali di persone appartenenti alla cultura occidentale e riscontrando che questi soggetti non mostravano alcuna difficoltà in questo tipo di compito e che essi stessi producevano espressioni facciali che venivano facilmente interpretate da occidentali.

Autori come I.Eibl-Eibesfeldt (1979), con l’aiuto di tecniche di ripresa fotografica e cinematografica non disponibili ai tempi di Darwin, che comunque inserì nel suo libro alcune foto,  hanno compiuto numerose osservazioni presso popolazioni primitive, confermando queste osservazioni, corroborate anche dall’osservazione su bambini ed adulti nati ciechi e che quindi non avevano potuto apprendere con l’osservazione queste modifiche nei lineamenti del volto.

bimbac

Immagine tratta da : I.Eibl-Eibesfeld. I fondamenti dell’Etologia.


La didascalia originale dice :

” Bambina di due mesi e venti giorni, cieca dalla nascita, che sorride. Sebbene la piccola non possa vedere, i suoi occhi, che normalmente si muovono inquieti, sono fermi e rivolti verso l’alto, evidentemente per via di un processo centrale di fissazione.”

SPECIFICHE ESPRESSIONI

EMOTIVE UMANE.

Dolore e pianto.

Il pianto è solitamente ma non esclusivamente una delle più importanti manifestazioni di un forte dolore, eventualmente assieme a grida, lamenti, battito dei denti, sudorazione copiosa, pallore, tremito e senso di prostrazione che in certi casi può giungere allo svenimento.

I primi muscoli a contrarsi sembrano essere i corrugatori del sopracciglio che agiscono spingendo le sopracciglia in basso ed in dentro verso la base del naso, provocando la formazione di rughe verticali tra le due sopracciglia, cioè il corrugamento della fronte. Contemporaneamente, l’azione di questi muscoli fa scomparire le rughe trasversale della fronte.

Subito dopo si contraggono i muscoli orbicolari dell’occhio, che provocano la formazione di rughe intorno all’occhio stesso, anche se sembra che questi muscoli siano in grado di contrarsi appieno solo quando i corrugatori del sopracciglio forniscano loro la base di appoggio.

Entrano infine in azione i muscoli del naso che tirano ancora più in basso le sopracciglia e la cute della fronte producendo la formazione di corte rughe trasversali alla base del naso.

Questa dinamica muscolare è particolarmente importante al fine della secrezione delle lacrime che sgorgano appunto tutte le volte che i muscoli che circondano gli occhi vengono contratti energicamente ed involontariamente, con la finalità di proteggere gli occhi ed in particolare i loro vasi sanguigni. Si tratta di un meccanismo che entra comunque in azione, anche se più raramente, in altre situazioni quali ad esempio il riso.

Unica eccezione paiono essere i bambini piccoli che, secondo Darwin e secondo la psicologa americana Harriet Oster (citata da Ekman ne L’Espressione..), specializzata nello studio delle espressioni facciali nei bambini piccolissimi, nei primi due o tre mesi di vita non versano lacrime. Sempre secondo Darwin (1872) le ghiandole lacrimali necessitano di una certa pratica prima di potere essere messe in moto da uno stimolo adatto come quello della compressione dovuta ai muscoli dell’occhio.

Questa capacita si è evoluta nella nostra specie dopo che il genere Homo si è distaccato dal progenitore comune alle altre scimmie antropomorfe che, appunto, non sono capaci di piangere. In sintesi Darwin (1872) spiega così la funzione ed il significato adattivo del pianto nella nostra specie:

“………… il pianto è probabilmente il risultato di una lunga catena di eventi che possono essere i seguenti. I bambini, quando, hanno fame o qualche altra cosa li turba, gridano forte, analoga­mente ai piccoli della maggior parte degli altri animali, in parte al­lo scopo di chiamare i loro genitori, e in parte perché qualsiasi grande sforzo procura loro sollievo. Gli strilli continuati per lungo tempo conducono inevitabilmente all’ingorgo dei vasi sanguigni dell’occhio; e questo deve aver portato, in un primo tempo coscientemente, poi per abitudine, alla contrazione dei muscoli che stanno intorno agli occhi, allo scopo di proteggerli.

Nello stesso tempo, la pressione spasmodica sulla superficie dell’occhio e la di­latazione dei vasi all’interno di essi, senza necessariamente comportare una qualsiasi sensazione cosciente, dovrebbero aver in­fluenzato le ghiandole lacrimali attraverso un’azione riflessa. Infine, per i tre princìpi ricordati sopra — il principio secondo cui l’energia nervosa passa facilmente nei canali consueti; il principio dell’associazione, il cui potere è tanto diffuso; e il principio secondo il quale alcune azioni sono controllate dalla volontà più di certe altre si è arrivati alla situazione attuale, in cui il dolore causa facilmente la lacrimazione senza che debba essere necessariamente accompagnato da una qualsiasi altra attività.

Sebbene questa ipotesi ci porti a considerare il pianto come un risultato accidentale — altrettanto privo di scopo quanto lo è la secrezione di lacrime provocata da un colpo dato all’occhio dall’esterno, o lo starnuto causato da una luce intensa che ha colpito la retina — tuttavia ciò non rappresenta affatto una difficoltà per la nostra comprensione di come la secrezione delle lacrime serva a dare sollievo nella sofferenza. E quanto più il pianto è violento e isterico, tanto maggiore sarà il sollievo procurato, per lo stesso principio per cui a un dolore estremo si cerca sollievo contorcendosi, stringendo i denti e mandando urla fortissime.”

Depressione ed ansietà.

Secondo Darwin (1872), che usa termini forse oggi non adeguati alla diagnostica psichiatrica, dopo un periodo protratto di afflizione, si cade in uno stato di depressione, abbattimento, scoraggiamento.
L’attesa di un dolore, d’altra parte, se non si vede via d’uscita, porta allo sviluppo di ansia.
Le conseguenze fisiche di questi stati d’animo sono:

“ …La circolazione diventa debole; la faccia impallidisce; i muscoli sono flaccidi e le palpebre si abbassano; la testa pende sul petto contratto; le guance e la mascella inferiore sono portate in basso dal loro peso. Per tale ragione i lineamenti si allungano; e infatti, di una persona che riceve cattive notizie si dice che ha la faccia lunga……Dopo una sofferenza prolungata, gli occhi appaiono velati e senza espressione e spesso sono inumiditi di lacrime. Le sopracciglia prendono in molti casi una posizione obliqua…. Ciò produce sulla fronte la formazione di rughe caratteristiche…..Gli angoli della bocca si piegano in basso, e questo è un segno di depressione riconosciuto da tutti tanto che è divenuto proverbiale.”

Secondo Elkman (commento a L’Espressione....) che, a seguito di più approfonditi studi anatomici è in disaccordo con Darwin, la posizione del sopracciglio è prodotta dall’azione combinata del muscolo corrugatore del sopracciglio (detto anche muscolo del dolore) e della porzione più interna del muscolo frontale.
Uno dei risultati è che i peli delle sopracciglia sono diretti verso l’esterno, dando una impressione di disordine.
I due movimenti del viso che sono caratteristici di un umore depresso, quindi, sono lo spostamento verso l’alto delle estremità interne delle sopracciglia e quello verso il basso degli angoli della bocca.

Contemporaneamente, però, si formano rughe trasversali che si estendono sulla fronte nella parte centrale la pelle al di sopra delle parti esterne di entrambe le sopraccigliari presenta liscia e tirata in basso per la contrazione delle porzioni esterne dei muscoli orbicolari.

La respirazione si fa lenta e debole e viene spesso interrotta da profondi sospiri. Di tanto in tanto i muscoli respiratori sono presi da spasmi e la persona ha l’impressione di avere un “ nodo in gola”. Si tratta di movimenti in rapporto con il singhiozzare dei bambini e sono probabilmente una forma più leggera degli spasmi che prova una persona che “ soffoca per il dolore”.

Gioia, allegria, sentimenti affettuosi,riso e sorriso.

Riso e sorriso vengono normalmente associati ad emozioni positive e come dice Darwin, espressione della gioia pura o felicità. Nonostante ciò, queste manifestazioni possono essere associate al comico ed al ridicolo od anche all’improvviso allentarsi di una forte tensione, tanto che secondo Hayworth (1928) il riso si sviluppò originariamente negli uomini primitivi come segnale vocale per gli altri membri del gruppo, per indicare che ci si poteva rilassare perché il pericolo era passato. Non sfugge però l’esistenza di un riso di scherno e disprezzo assimilabile al grido di trionfo del vincitore, paragonabile allo “hassen” noto in molti uccelli (I.Eibl-Eibesfeldt 1967) con la funzione di respingere individui anormali o che non si conformano. Da non dimenticare infine il sorriso denotante disagio o imbarazzo.

Secondo uno studio comparativo sulle esibizioni facciali dei primati superiori (van Hooff 1967), riso e sorriso sarebbero esibizioni di diversa origine filogenetica che si sono avvicinate tra loro nella specie Homo sapiens, pur non essendo necessariamente sovrapponibili. Sintetizzando i molti studi etologici esistenti in proposito (R. A. Hinde 1977), si possono individuare varie esibizioni proprie dei primati:

macaca

1) Esibizione silenziosa a denti scoperti – Gli angoli della bocca e le labbra sono completamente retratti, lasciando scoperta buona parte delle gengive, la bocca è socchiusa, c’è assenza di vocalizzazione.

Nella maggior parte dei primati superiori è un segnale di sottomissione, anche se in diverse specie appartenenti a vari generi (Macaca sp., Cynopithecus sp., Pan sp., Mandrillus sp., etc) può essere emessa anche da un animale dominante verso un subordinato e, dati i contesti in cui viene usata, può funzionare come segnale rassicurante ed anche di attaccamento.
denti

2) Simile è l’esibizione vocalizzata a denti scoperti, in cui la vocalizzazione è per lo più alta di tono e spesso molto intensa.

Compare anche nella maggior parte degli altri mammiferi ed è una delle espressioni facciali filogeneticamente più antiche.

Compare in forma intensa in animali sottoposti a minaccia ed in situazione di difesa.

La funzione originaria sembra essere una risposta protettiva, suscitata da una forte stimolazione avversiva, del volto e dell’esofago.


Nella postura difensiva, con bocca molto aperta e denti scoperti, di solito assieme a latrati e sibili, può essere intesa come intenzione di mordere, specie quando la fuga è inibita.

Charles Darwin.

Una luce contro l'oscurità

3) Oltre all’esibizione silenziosa con denti scoperti, esiste un’altra esibizione, la faccia giocosa o esibizione rilassata a bocca aperta (van Hoof 1962). Differisce dal fissare a bocca aperta, esibizione aggressiva nei primati, per la libertà e la facilità dei movimenti oculari e del corpo, ma anche perché gli angoli della bocca non sono spinti in avanti. Spesso si accompagna a respirazione veloce e bassa che nello scimpanzé può essere vocalizzata nella forma “ahh ahh ahh”.


 Possiamo quindi dire che nella scala ascendente dei primati che giunge fino alla nostra specie, lo scoprire i denti amplia progressivamente il suo significato. Se all’origine poteva essere considerato come un comportamento prettamente difensivo o protettivo, è divenuto poi un segnale di sottomissione o comunque di non ostilità. In alcune specie questo ultimo significato può divenire addirittura predominante divenendo un segnale di rassicurazione ed amicizia.

macaca

Van Hooff (1967) ipotizza che la somiglianza esistente tra la versione amichevole dell’esibizione silenziosa a denti scoperti ed il sorriso umano da un lato e tra l’esibizione rilassata a bocca aperta ed il riso, rispecchino ciascuna una parentela filogenetica. Nella maggior parte delle specie dei primati che presentano entrambe le esibizioni, esse sono perfettamente distinte sia nella forma che nel contesto in cui avvengono, anche se in altre specie come Theropithecus e Cynopithecus esistono mescolanze tra la faccia silenziosa a denti scoperti e la faccia rilassata a bocca aperta, come avviene nella “lotta con rosicchiamento”, in realtà un gioco sociale.

Nella nostra specie riso e sorriso sembrano digradare impercettibilmente l’uno nell’altro, sono in una certa misura intercambiabili contestualmente e possono essere connessi da un punto di vista temporale. Da un punto di vista morfologico il nostro riso è approssimativamente intermedio tra l’esibizione rilassata a bocca aperta e quella silenziosa a denti scoperti.

Una persona allegra, anche se non sta sorridendo, manifesta spesso una certa tendenza a tirare indietro gli angoli della bocca. La situazione di piacere legata ad un umore positivo, accelera la circolazione, rende lo sguardo sfavillante e fa aumentare il colorito del volto.

Nel sorriso è importante la distinzione tra quello che coinvolge il muscolo orbicolare dell’occhio e quello che non lo coinvolge. Secondo Duchenne, Darwin ed Elkman è proprio l’uso o il non uso del muscolo orbicolare dell’occhio che permette di distinguere il sorriso di piacere da quello simulato o di convenienza
L’uso di questo muscolo, tra l’altro, è sempre accompagnato dal sollevamento del labbro superiore. Dalle sue osservazioni, Elkman riferisce come bambini di cinque mesi, all’avvicinarsi della madre, sorridano contraendo l’orbicolare dell’occhio, mentre questo muscolo non viene coinvolto quando il sorriso è rivolto ad un estraneo. Per rendere omaggio a Duchenne, il primo ad avere descritta l’azione di questo muscolo, il sorriso “vero” che comporta l’azione congiunta del muscolo zigomatico e di quello orbicolare è stato detto sorriso di Duchenne o sorriso-D. A seguito del movimento verso l’alto e all’indietro della bocca, le guance sono spinte verso l’alto, con formazione di rughe sotto gli occhi, caratteristiche del riso e del sorriso.

Meditazione, malumore, determinazione.

Il muscolo corrugatore del sopracciglio, contraendosi, fa abbassare ed avvicinare tra loro le sopracciglia, con formazione sulla fronte di alcune rughe verticali. Questa espressione è forse meglio nota come aggrottamento della fronte o cipiglio o corrugamento della fronte. Questa espressione non è tipica solo della riflessione e della meditazione ma è stata ritrovata, in tutte le razze, nella perplessità e comunque quando si incontra qualche difficoltà o contrarietà nella riflessione. In quest’ultimo caso, però, gli occhi restano limpidi e sereni e magari volti verso il basso ed i lineamenti non presentano altre alterazioni.
D’altra parte, quando una persona è completamente assorta nei suoi pensieri e la mente è persa nelle fantasticherie, la fronte non è aggrottata mentre gli occhi sembrano vuoti. Le palpebre inferiori, in questa situazione, sono portate in alto e si presentano increspate. Tipico è il vuoto dello sguardo, con gli occhi che non fissano nessun oggetto. La loro direzione diviene spesso addirittura divergente con un angolo massimo di 2° se il piano visivo resta orizzontale o anche maggiore se gli occhi sono voltati verso l’alto od il basso. Probabilmente questo è dovuto al rilassamento quasi completo dei muscoli oculomotori.

L’aggrottamento è l’espressione anche del disappunto verso qualche difficoltà od ostacolo imprevisto, situazione che generalmente si accompagna ad irritabilità.
Se oltre all’aggrottamento della fronte si ha anche un leggero abbassamento degli angoli della bocca (che è un segnale di sofferenza), il volto assume l’espressione stizzita e permalosa. L’espressione risulterà tetra se le sopracciglia, già corrugate, sono portate verso il basso dall’azione del muscolo procerus o piramidale che provoca inoltre la formazione di rughe alla base del naso. Questo muscolo entra in azione nelle emozioni dolorose.

Quando le sopracciglia sono corrugate ed abbassate, se la bocca viene tenuta forzatamente chiusa, l’espressione diviene risoluta e magari ostinata ed astiosa. Per questo la presenza di una mascella inferiore strutturalmente piccola fa pensare, con un processo di attribuzione, a debolezza di carattere.
Nei bambini il cattivo umore è manifestato con il broncio, in cui gli angoli della bocca sono molto abbassati con il labbro inferiore un poco rovesciato e sporgente. Nella forma tipica, comunque nel broncio si ha la protrusione di entrambe le labbra che si allungano a tubo, a volte fino ad avvicinarsi al naso. Di solito è accompagnato dal corrugamento del sopracciglio ed in certi casi da suoni e mugolii. Anche nei giovani oranghi e scimpanzé, quando sono scontenti, irritati e di cattivo umore, si nota una estrema protrusione delle labbra.

Rabbia, odio e collera.

Causa l’accelerazione dell’attività cardiaca e circolatoria, la faccia prende colore e si può avere dilatazione delle vene del collo e della fronte nella collera, fino a divenire rossi di rabbia.
Da notare che anche le scimmie assumono un colorito più rosso per la rabbia. E’ comunque da rilevare che una rabbia furibonda può ostacolare l’attività circolatoria fino al punto da far impallidire il volto ovvero fino a divenire lividi per la rabbia. Si ha una alterazione anche della respirazione con il torace che si gonfia e le narici dilatate e frementi e nel complesso la muscolatura del corpo è contratta, i pugni chiusi e la postura del corpo può essere protesa verso l’avversario.La bocca è chiusa e spesso serrata, i denti sono stretti e a volte sbattono; in certi casi tutto il corpo è percorso da un tremito.

La voce può strozzarsi in gola, oppure può salire di tono mentre la bocca si riempie di schiuma (schiumare di rabbia). In alcuni casi si può avere orripilazione ed aggrottamento delle sopracciglia con occhi sfavillanti ed a volte iniettati di sangue. Le labbra possono essere protruse ma più spesso sono tirate indietro lasciando scoperti i denti serrati in un ghigno. Nella derisione e nella provocazione il labbro superiore viene spostato indietro da una sola parte, con il risultato che si scopre il canino di un solo lato. L’altra parte del viso è leggermente piegata verso l’alto ed è solo parzialmente rivolta verso l’avversario. Lo spostamento verso l’alto della parte esterna del labbro superiore fa comparire un solco sulla guancia ed un corrugamento della pelle sotto l’occhio. Si può ragionevolmente pensare che resti una traccia, attenuata, di questa espressione nel cosiddetto sorriso sardonico.

Disprezzo e disgusto.

Il disgusto si riferisce a qualcosa di ripugnate in primo luogo al senso del gusto, sia provato sul momento sia ricordato. La contrazione delle narici è effettuata dal muscolo dilatatore delle narici, che tira verso l’esterno il bordo laterale della narice. Dobbiamo tenere presente che la sensazione di disgusto si origina dall’atto di mangiare un cibo ed è quindi logico che la sua espressione riguardi in primo luogo movimenti della bocca. A volte questi movimenti sono accompagnati da un suono gutturale. Dato poi che il senso dell’odorato è strettamente collegato a quello del gusto spesso un odore particolarmente sgradevole può essere accompagnato dai movimenti propri del disgusto , fino ai conati di vomito. Siccome il disgusto è anche fastidioso di solito è accompagnato da un corrugamento della fronte e da gesti che sembrano indirizzati all’allontanamento dell’oggetto che ci disturba.
Allo stesso modo si reagisce a sensazioni analoghe sperimentate attraverso odorato, vista e tatto. Il disgusto può essere sperimentato anche rispetto a situazioni o persone, ed in questi casi è forse più opportuno usare il termine di disprezzo, anche se in realtà non è facile distinguere queste due espressioni, tanto che si dice che un disprezzo molto forte dà nausea e disgusto.
La derisione e la sfida possono venir espressi scoprendo leggermente il canino di un solo lato; altre espressioni del disdegno sono le palpebre socchiuse ed il voltare la testa dall’altra parte. Il disprezzo viene manifestato con movimenti del naso e della bocca che sono gli stessi movimenti, pur se più pronunciati del disgusto. Si tratta degli stessi gesti che si effettuano quando si percepisce un cattivo odore. Vale la pena di sottolineare che si tratta dell’unica espressione facciale di una emozione ad essere asimmetrica.

Sorpresa, stupore, paura.

Quando l’attenzione viene improvvisamente attratta da un oggetto o da un avvenimento,  si trasforma in sorpresa, che può trasformarsi in stupore e sbigottimento. Lo sbigottimento è uno stato mentale con una stretta analogia con la paura.
Nella sorpresa le sopracciglia vengono spinte in alto, mentre bocca ed occhi si spalancano.
In realtà l’innalzamento delle sopracciglia è il presupposto anatomico necessario allo spalancamento completo degli occhi, ed ha come conseguenza la formazione di rughe trasversali sulla fronte. Dobbiamo notare come ci sia una certa proporzionalità tra l’intensità dell’emozione ed il grado di apertura di occhi e bocca, movimenti che procedono di pari passo, almeno nell’emozione reale. La sorpresa simulata è invece spesso espressa solo mediante l’innalzamento delle sopracciglia.
Si pensa che lo spalancamento degli occhi possa avere la funzione adattiva di allargare il campo visivo ed allo stesso tempo di facilitare lo spostamento degli occhi in tutte le direzioni, come a prevenire nuove sorprese, mentre l’apertura della bocca faciliterebbe una respirazione completa e profonda, premessa ad un eventuale sforzo muscolare.

Prosegui con :

ESPRESSIONI FACCIALI E GESTI TIPICI DELLE EMOZIONI

N.B.La bibliografia si trova in fondo alla pagina:

Le emozioni secondo la Bioenergetica