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ALCUNI DISTURBI D'ANSIA secondo il DSM IV

ANSIA

a cura del prof. Gabriele Buracchi Nutrizionista Psicologo

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Gli alimenti possono influenzare alcuni disturbi psicologici?

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Alcuni disturbi d'ansia secondo il DSM IV

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L'ansia, che possiamo definire come l’inquietante compagna dell'uomo moderno, si presenta come un fenomeno tanto diffuso e tanto comune nella vita di tutti i giorni, che possiamo senz'altro  considerare i nostri tempi come l'era dell'ansia.

In alcuni casi l’ansia prende una forma grave e paralizzante, mentre in altri casi può essere moderata se non addirittura costruttiva. A volte l'ansia dura molto a lungo, mentre altre volte si manifesta per brevi periodi. In alcune persone l'ansia si manifesta apertamente mentre in altre assume una forma mascherata ed indiretta. Se quindi tutti andiamo prima o poi incontro a momenti di ansia, solo alcuni  hanno manifestazioni che superano il livello di guardia.

Ma che cosa è veramente l'ansia? Quando la possiamo considerare patologica? Come si rivela e quali sono i sintomi veri e maggiormente indicativi? Quali sono le sue manifestazioni indirette?
Possiamo definire l’ansia come  una tensione apprensiva, una  irrequietezza che sorge dal sentire come imminente un pericolo, sia pure vago o di origine sconosciuta. E’ quindi  uno stato emotivo molto vicino a quello della paura, ma con la differenza che in quest'ultima il pericolo è ben chiaro alla coscienza ed è solitamente esterno.
Non è, invece, altrettanto facile rendersi conto di quali siano le origini dell'ansia.

La persona ansiosa si sente "tesa", "eccitata'', "nervosa", "impaurita". "Mi sento preoccupato, ma non so perchè", è quello che dice la persona ansiosa o anche: "Devo riconoscere che le cose vanno bene, non ho motivi di essere cosi agitato, ma nonostante questo mi sento ansioso anche se non so proprio perchè''. Il fatto è che, nel caso dell'ansia, i motivi si trovano all'interno del soggetto stesso, sepolti nel suo inconscio, e hanno le radici che affondano in esperienze molto primitive nella vita di una persona.

L'ansia normale. L'ansia non sempre è nociva, come dimostrano alcune ricerche che indicano come essa  migliori le  prestazioni dell'individuo e gli dia “tono''. Solo se supera una certa misura, che varia da individuo a individuo e da momento a momento, comincia ad avere effetti dannosi. L'ansia è una forza importante nella formazione del carattere e nello sviluppo della persona: considerata sotto questo aspetto, e se rimane contenuta entro certi limiti, essa può esercitare un'influenza positiva, perché neutralizza l'apatia e la tendenza a ''sedersi", ormai soddisfatti di sé.

In determinate occasioni, essa può ancora venir considerata normale, perfettamente fisiologica; è infatti essenzialmente nella natura dell'uomo il provare ansia di fronte a minacce di un dato tipo e di una certa intensità. Rendersi conto dei propri limiti, della propria impotenza e vulnerabilità, come succede di fronte alle malattie, alla vecchiaia e alla morte, provoca uno stato ansioso che possiamo considerare normale: Ci troviamo, cioè, nella medesima condizione del bambino piccolo, nel periodo della sua completa dipendenza da coloro che lo circondano. Proviamo, inoltre, un'ansia normale ogni volta in cui passiamo da quanto ci è familiare e ben noto, a qualche cosa di nuovo, sconosciuto, non sperimentato mai ed incerto.

Chi, ad esempio, si trasferisce in una nuova città, in un nuovo posto di lavoro o in una nuova famiglia, abbandonando così luoghi e persone abituali, prova un senso di vuoto: questo avviene anche se il cambiamento è desiderato e considerato come positivo. L'adolescenza ci fornisce comunque il più tipico e comune esempio. La necessità e il desiderio di allontanarsi dall' ambiente protetto della famiglia e di sentirsi indipendente, ha un suo costo: il momento di decidere la carriera di studi e di lavoro, il primo appuntamento con un partner o i problemi del sesso in genere, l' inserimento nella società adulta con relazioni nuove e personali, in veste di membro responsabile, sono cause di tensione ansiosa. Va però detto che questa ansia, anche se turba profondamente il giovane, non è patologica; è, invece, uno stato positivo, seppure  faticoso, che accompagna 1' "uscita dal guscio", verso la maturazione e la crescita.

L'ansia è quindi il pedaggio che si paga ogni volta che ci si avvia a lasciare il mondo delle cose collaudate per affrontare il mondo del possibile.

Oggi, però, il possibile si è enormemente allargato. La società moderna ci pone di fronte ad un numero praticamente infinito di possibilità e sempre più ognuno di noi è solo di fronte all’assunzione di responsabilità; quanto più siamo liberi nel comportamento e nel giudizio, tanto più ci troviamo in situazioni ansiogene.

L’ansia patologica si differenzia da quella normale quando viene vissuta con un profondo senso di debolezza e di impotenza verso il futuro, così che l’individuo prova la sensazione di non farcela. Anche in questo caso, ci sono delle notevoli differenze: il livello d'ansia può presentarsi più o meno elevato secondo la persona e variare da momento a momento; inoltre, bisogna tener presente la singola capacità di sopportazione. C'è, infatti, chi sembra in grado di vivere in modo soddisfacente pur con un'ansia considerevole e chi, invece, crolla di fronte ad ansie apparentemente più deboli. L’ ansia ha. quindi manifestazioni soggettive e la sua presenza come la sua intensità non sono sempre osservabili dall'esterno.

Un dato importante, che si può notare facilmente da un esame dei sintomi, è che l'ansia patologica si presenta come un fenomeno multidimensionale: vi è coinvolto l'intero organismo, nelle sue dimensioni psicologica, sociale e somatica.
Cercando di cogliere le varie manifestazioni dell'ansia, si nota come esse abbiano una caratteristica comune: l'ansia è provata sempre allo stesso modo e si presenta sempre con le stesse caratteristiche; ciò che varia è la sua estensione, la sua acutezza, la sua cronicità, il grado della sua fissazione come processo patologico. A lungo l'ansia e le sue manifestazioni sono state considerate delle nevrosi, un vasto gruppo di disturbi caratterizzati da ansia non legata a fattori specifici. Questi disturbi devono la loro concettualizzazione in buona parte al lavoro di S.Freud. I disturbi d'ansia possono assumere varie forme.

Consulenze  del prof. Gabriele Buracchi Nutrizionista e Psicologo Consulente EnerZona

FIRENZE presso ambulatorio Viale dei Mille 96.Tel 339 1244602

REGGELLO (Firenze) presso CENTRO MEDICO via Mentana 14 tel 055 868308 oppure 339 1244602

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MONTEVARCHI (Arezzo) presso Labor. CLINICAL CHEMISTRY via Roma 181 tel 055982998

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QUARRATA (Pistoia) presso Studi Medici Galeno Srl via Ronchi 17 tel 0573 1940210

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I disturbi d'ansia secondo il DSM IV

Dato che il DSM IV prevede sotto un profilo classificativo numerosissimi disturbi d'ansia, ci limiteremo qui a parlare dei principali, ovvero: gli attacchi di panico con o senza agorafobia, l'agorafobia, le fobie specifiche, la fobia sociale, il disturbo ossessivo-compulsivo, il disturbo post-traumatico da stress, il disturbo acuto da stress, il disturbo d'ansia generalizzato. (I vari collegamenti ipertestuali conducono alla pagina ALCUNI DISTURBI D'ANSIA secondo il DSM IV , dove vengono riportati i criteri diagnosrici per i vari disturbi). I disturbi d'ansia sono nel complesso affezioni la cui incidenza riguarderebbe dal 5 al 20% della popolazione a seconda delle casistiche. L'ansia costituisce, come abbiamo visto, una condizione spiacevole con manifestazioni psicologiche (malessere, apprensione, paura) e somatiche (costrizione toracica, cardiopalma, nausea, soffocamento, sudorazione).

Attacco di Panico. Corrisponde a un periodo preciso durante il quale vi è l'insorgenza improvvisa di intensa apprensione, paura o terrore, spesso associati con una sensazione di catastrofe imminente. Durante questi attacchi sono presenti sintomi come dispnea, palpitazioni, dolore o fastidio al petto, sensazione di asfissia o di soffocamento e paura di "impazzire" o di perdere il controllo.


Agorafobia. È l'ansia o l'evitamento verso luoghi o situazioni dai quali sarebbe difficile (o imbarazzante) allontanarsi, o nei quali potrebbe non essere disponibile aiuto in caso di un Attacco di Panico o di sintomi tipo panico.


Disturbo di Panico Senza Agorafobia. È caratterizzato da ricorrenti Attacchi di Panico inaspettati, riguardo ai quali vi è una preoccupazione persistente. Il Disturbo di Panico con Agorafobia è caratterizzato sia da ricorrenti Attacchi di Panico inaspettati che da Agorafobia.


Agorafobia Senza Anamnesi di Disturbo di Panico.
E' caratterizzata dalla presenza di Agorafobia e di sintomi tipo panico senza anamnesi di Attacchi di Panico inaspettati.


Fobia Specifica. È caratterizzata da un'ansia clinicamente significativa provocata dall'esposizione a un oggetto o a una situazione temuti, che spesso determina condotte di evitamento.

Fobia Sociale. È caratterizzata da un'ansia clinicamente significativa provocata dall'esposizione a certi tipi di situazioni o di prestazioni sociali, che spesso determina condotte di evitamento.


Disturbo Ossessivo-Compulsivo. È caratterizzato da ossessioni (che causano ansia "o disagio" marcati) e/o compulsioni (che servono a neutralizzare l'ansia)

Disturbo Postraumatico da Stress. È caratterizzato dal rivivere un evento estremamente traumatico accompagnato da sintomi dì aumento dell'arousal e da evitamento di stimoli associati al trauma.


Disturbo Acuto da Stress. È caratterizzato da sintomi simili a quelli del Disturbo Post-traumatico da Stress che si verificano immediatamente a seguito di un evento estremamente traumatico.


Il Disturbo d'Ansia Generalizzato.
E' caratterizzato da almeno 6 mesi d’ansia e preoccupazione persistenti ed eccessive.

L'ANSIA PATOLOGICA E LE SUE MANIFESTAZIONI


L'ansia è caratterizzata da un numero enorme di sintomi i quali, a loro volta, variano molto come intensità e persistenza. Inoltre, essa può apparirci in modo diretto (è l'ansia pura e semplice, l'ansia nel vero senso della parola) o in modo mascherato (c’è sempre ansia, ma si presenta come stanchezza, come paura dei luoghi chiusi, come eccessiva preoccupazione per le piccole cose, come abbattimento dell'umore).
Le manifestazioni dirette dell'ansia. Esse comprendono le "reazioni ansiose" propriamente dette. I sintomi generali, qui di seguito elencati, possono essere dì carattere psicologico, possono riguardare i rapporti con l'ambiente, oppure, ancora, possono presentarsi come disturbi organici.


1 . Sintomi psicologici
- stato di allarme
- irrequietezza e irritabilità
- disturbi del sonno, insonnia e sogni penosi
- disturbi dell'attenzione e della concentrazione
- disturbi della capacità di giudizio
- disturbi della coordinazione motoria


2. Sintomi sociali
- peggioramento delle relazioni con gli altri
- peggioramento della capacità di amare, di provare affetto e interessi sessuali


3. Sintomi somatici
- tensione muscolare
- tremori più o meno evidenti
- sudorazioni profuse
- alterazioni vasomotorie
- palpitazioni, oppressione o dolore precordiale
- dispnea, oppressione o dolore al torace
- disturbi dell’apparato digerente

Questi sintomi possono presentarsi con diversi gradi di intensità e con diverso decorso. Osservando la lista, certo incompleta, dei sintomi somatici dell'ansia, risulta evidente che anche nell' ansia, come d'altronde nei disturbi da stress, venga interessato il Sistema Nervoso Autonomo. Spesso, inoltre, specialmente nel sesso femminile, l'ansia è associata ad un Disturbo del Comportamento Alimentare.

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