Pur non essendo ancora del tutto chiarita la genesi di questo disturbo, come d'altronde degli altri DCA, attualmente sono stati individuati alcuni fattori di rischio che, pur con un'estrema semplificazione, possiamo così riassumere
FATTORI DI RISCHIO A LUNGO TERMINE : (predisposizione genetica -come indicato da una maggiore incidenza della malattia fra consanguinei o gemelli monozigoti-, disturbi della personalità con forte insicurezza personale, insoddisfazione per il proprio aspetto fisico, manie di perfezionismo, estrema attrazione verso modelli di bellezza/magrezza ecc. Non dobbiamo sottovalutare l'estrema pressione sociale verso la magrezza, tipica della cultura occidentale, che è in moltissimi casi una premessa fondamentale all'esordio di questa malattia. Per molte ragazze può avere significato un fattore predisponente anche la vera e propria mitizzazione che è spesso stata fatta dell'Anoressia, associata alla ricerca di perfezione e successo.
FATTORI PRECIPITANTI: spesso esperienze familiari o sociali traumatizzanti che determinano un crollo dell' autostima ma anche diete dimagranti iniziate magari per un lieve problema di sovrappeso o per apprezzamenti di persone d’autorità
FATTORI DI MANTENIMENTO E RINFORZO: senso di dominio sul proprio corpo, aumento delle attenzioni da parte della famiglia, effetti del digiuno che, paradossalmente, risultano "gratificanti" e accentuano il rifiuto del cibo.
Fattori di rischio che dovrebbero essere tenuti presenti dagli operatori del settore, medici e nutrizionisti, prima della prescrizione di una dieta dimagrante, anche se giustificata da un punto di vista antropometrico, è l' appartenenza al sesso femminile e l'età adolescenziale |
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L'Anoressia come rinforzo di se stessa
Partendo dall’evidenza che un intenso digiuno spesso associato ad iperattività fisica (sintomi tipici dell’anoressia) costituiscono un evidente fattore di stress per l’organismo, stress sufficiente all’attivazione dell’asse ipotalamo > ipofisi > corticosurrene, si verifica infatti in questo disturbo una aumentata produzione ipotalamica di CRF (CRH) che a sua volta provoca aumento di ACTH ipofisario.
La conseguenza di questo è una aumentata produzione di glucocorticoidi. In particolare si ha un aumento del tasso di cortisolo ematico, l’ormone dello stress per eccellenza. E' necessario tenere presente che la secrezione di CRH ipotalamico provoca il rapido rilascio dall’ipofisi anteriore e media della POMC (pro-opiomelanocortina), precursore sia dell’ACTH che delle α, β, γ endorfine nonché di altri peptidi |
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In pratica questo significa che, mentre le endorfine provocano una sensazione di benessere, il cortisolo provoca una sensazione di euforia
I glucocorticoidi quindi provocano euforia e dipendenza. È quindi ipotizzabile che i comportamenti tipici dell anoressia inducano una "facilitazione" dei circuiti cerebrali di gratificazione e compenso (rewarding).
Questi ultimi, tipicamente costituiti da neuroni dopaminergici, risulterebbero infatti sensibilizzati dal rilascio di dopamina da parte del cortisolo. |
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